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Unica data italiana per i Metallica, da tanto tempo ormai unico e solo punto di riferimento assoluto di tutto l’universo Metal! Ed è stato ancora una volta un grande successo per la storica band statunitense, applaudita da un pubblico di ogni età, pronto ad esaltarsi, a restare incantato di fronte alla grande e possente voce di Sua Maestà James Hetfield, in grandissima forma, accompagnato dalla magia delle corde della chitarra di Kirk Hammett, da un instancabile Rob Trujillo al basso, e dall’impeccabile Lars Ulrich, a dettare i tempi alla batteria. In attesa della pubblicazione quanto mai prossima di un nuovo album, previsto per questo autunno, i Metallica ci hanno regalato due ore e mezza di pulsioni fortissime mescolando brani tratti da “St. Anger” a tutta una serie di pezzi storici, diventati patrimonio musicale ed emotivo di tutto il pubblico presente. Il concerto viene annunciato dalle note di “The Ecstasy Of Gold” di Ennio Morricone, che creano la giusta atmosfera preparatoria all’evento. Poi salgono sul palco i “magnifici quattro” e, senza troppe smancerie, attaccano “For Whom The Bell Tolls”. Da quel momento in poi inizia il delirio, che si realizza in un susseguirsi senza pause di brani vecchi e nuovi, da “Ride The Lightning” a “Some Kind Of Monster”, da “Harvester Of Sorrow” a “Frantic”. Giusto il tempo di salutare quanti si sono radunati qui a Bologna, poi si riparte con il piede schiacciato sull’acceleratore, al massimo, come sempre, come volevamo, questa volta sulle note di “The Four Horsemen”, di ”And Justice For All“ e di “No Remorse”, brani che vengono cantati a squarciagola da tutti noi, finalmente “posseduti” a dovere! E’ il momento che attendevo con ansia, riconosciamo l’arpeggio di chitarra che introduce “Fade To Black”, la ballata stupenda che segnò l’inizio di una nuova dimensione (e anche l’acquisizione di un nuovo pubblico) per la band. L’esecuzione è davvero toccante, è da brividi, crea quel dialogo, quell’intesa fra pubblico e band che viene poi sancita da “Master Of Puppets”, altro grande numero del passato. Seguono le sferzate tipicamente thrash metal della primordiale “Whiplash”, una composizione che dopo tanti anni conserva ancora intatto il suo fascino letale. Solo un momento di pausa e poi ascoltiamo degli accordi che non ci lasciano dubbi... E’ arrivato il momento di “Nothing Else Matters” e l’Arena Parco Nord si trasforma in un immenso coro che canta commosso ondeggiando con gli accendini accesi. Ma le note dolci non hanno vita lunga, quando ci si trova a che fare con i Metallica che attaccano “Sad But True”, in una versione feroce e senza fronzoli. Ancora pochi secondi di silenzio, quei continui flash frenetici di luce bianca che fino a quel momento andavano a tempo con la musica e aumentavano il “fomento” del pubblico, si spengono. Anche i megaschermi sul fondo del palco e ai lati non ci permettono più di vedere cosa succede. Poi, all’improvviso, uno scoppio, poi un altro ancora, si tratta di botti tremendi che esplodono dal pavimento del palco, si innalza una sorta di fungo atomico, davvero molto suggestivo... Può essere una sola canzone: “One”! Ho la pelle d’oca per l’emozione, l’atmosfera rende tutto più reale, quelle mitragliate della chitarre di Hetfield e di Hammett, insieme alll’incedere animalesco di Trujillo al basso (una vera macina) coincidono con il climax del concerto!!! Ma non finisce mica qui, c’è ancora spazio per le esecuzioni di “Enter Sandman”, di “So What?”, di “Motorbreath” e di “Seek & Destroy”, uno schianto che si mescola con una violenza inaudita a quei fuochi d’artificio che - alla fine del concerto - hanno illuminato e reso ancora più magica questa notte bolognese. Laars Ulrich, James Hetfield e gli altri escono dal backstage ancora una volta, ma solo per salutare e regalare manciate su manciate di plettri! Push The Pedal To The Metal Forever!
Articolo del
24/07/2008 -
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