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Dopo i R.E.M., gli Editors, gli artisti stranieri insomma, la seconda serata del Carpisa Neapolis Festival parlava solo italiano. Giovedi 24 luglio, la chiusura era con Elio e le Storie Tese, Baustelle e i Bluvertigo, tornati insieme dopo anni. Il rock made in Italy, visto da prospettive differenti.
I Baustelle hanno iniziato a suonare che c’era ancora il sole, con i pezzi più belli del loro ultimo disco Amen, ma anche vecchi successi. Molto bello il look di Bianconi, con tanto di megafiore all’occhiello e occhiali vintage. Per i Baustelle, da Montepulciano, l’inizio subito di alto livello con Charlie fa surf, Colombo, Aeroplano, Il Corvo Joe, e quasi tutto l’ultimo disco. I componenti della band quasi tutti vestiti di nero, rigorosamente in giacca. Solo per Rachele una maglietta più colorata, e una voce a dir poco luminosa. Pochi gesti e poche parole per il gruppo, che ha regalato altre splendide canzoni come Alfredo e Baudelaire, per poi chiudere con un signor bis: Romantico a Milano e un medley di Gomma e Canzone del riformatorio.
Dopo i Baustelle dovevano suonare i Bluvertigo, secondo scaletta. Ma dopo mezz’ora di attesa ecco la comunicazione: “Morgan è bloccato in autostrada”. Dopo quasi un’ora tocca quindi ad Elio, bravo e simpatico nel rimpiazzare i Bluvertigo in netto anticipo rispetto ai tempi. Uno showman incredibile, un comico divertentissimo. Ma soprattutto, Elio e le Storie Tese sono dei signori musicisti. Non mancano i grandi e storici successi (Mio cuggino, Fossi figo), ma anche le canzoni dell’ultimo disco: Parco Sempione, Gargaroz e Ignudi fra i nudisti. Con loro, la splendida voce di Paola Folli.
Infine, quasi a mezzanotte ecco i Bluvertigo, da alcuni attesissimi, da altri un po’ meno. La folla infatti inizia ad andar via, forse anche per l’ora tarda. Morgan però inizia a suonare, a interpretare i suoi più grandi successi con la band. Pezzi che hanno segnato un piccolo pezzo della nostra storia musicale: Fuori dal tempo, Sono come sono, Cieli neri, Altre forme di vita. Un concerto però abbastanza breve, finito dopo appena una decina di canzoni.
Termina dunque questa edizione del Neapolis. Con tre date di tutto rispetto, che hanno portato a Napoli nomi importantissimi della musica nazionale e internazionale. Al di là della location forse non eccezionale, si è trattato di una manifestazione di altissimo livello, con una buona risposta di pubblico, per quello che è probabilmente il festival più importante del sud Italia, giunto brillantemente alla sua dodicesima edizione. Aspettiamo già con trepidazione il capitolo numero tredici.
Articolo del
26/07/2008 -
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