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Il 1986 fu l’anno dell’affermazione del trio su scala planetaria. I Run DMC cominciarono l’anno con l’hit minore “My Adidas”, un brano hardcore nella loro vena consueta; per il singolo successivo, il rockettaro Rick Rubin (partner di Russell Simmons nella Rush e nell’etichetta Def Jam) propose al trio di realizzare una cover in chiave rap di un vecchio successo degli Aerosmith (i rockers di Boston che allora attraversavano una fase di declino), risalente ai primi ‘70. Si trattò di un’intuizione geniale, dato che “Walk This Way”, questo il titolo del brano, spopolò nelle discoteche e nelle radio per tutta l’estate dell’86, e inaugurò una nuova fase per l’hip-hop: una fase in cui, per la prima volta, anche i ragazzi bianchi presero a cuore questa musica di origine nera. Così, improvvisamente, i dischi rap iniziarono a vendere quantità di tutto rispetto: “Walk This Way” (grazie anche allo splendido innovativo video in cui comparivano gli stessi Aerosmith) arrivò al n° 4 delle classifiche USA e al primo posto di quelle britanniche; mentre “Raising Hell”, terzo album dei Run DMC, divenne il primo LP di hip-hop ad entrare nelle Top Ten Pop di Billboard e vendette cifre da multi-platino. Allo stesso tempo i Run DMC furono il primo gruppo rap ad essere passato regolarmente da MTV, il che diede il via ad una nuova tendenza da cui scaturirono trasmissioni memorabili come “Yo! MTV Raps”. ----------------------------------Aldilà della presenza “anomala” di “Walk This Way”, “Raising Hell” giustificava pienamente tutta l’attenzione che i media e i ragazzi stavano conferendo al trio di Queens. Senza affatto compromettere la loro arte di strada con considerazioni commerciali, i Run DMC avevano creato capolavori di “hardcore hip-hop” quali “It’s Tricky”, “You Be Illin’”, “Peter Piper”, “My Adidas”, con un sound scarno ma capace di sostenere il confronto anche con le produzioni sofisticate di oggi. Insomma, per non lasciare spazio a dubbi, “Raisin’ Hell” è un album basilare, che non deve assolutamente mancare nella raccolta di dischi di un vero appassionato di rap. --------------------------- Travolti dal successo, i Run DMC passarono buona parte del 1987 in tournèe, e quando all’inizio dell’88 pubblicarono il quarto album fu subito chiaro che non ci si erano impegnati più di tanto. “Tougher Than Leather”, questo il titolo, avrebbe potuto chiamarsi “Raisin’ Hell 2”, tanto ne ricalcava pedissequamente gli schemi. “Mary Mary” (ripresa dai Monkees e “trattata” da Rubin) nelle intenzioni avrebbe dovuto essere la nuova “Walk This Way”, ma risultava un esercizio artificioso; e, a parte le vigorose “Miss Elaine” e “I’m Not Going Out Like That” la qualità dell’album era notevolmente al di sotto dello standard abituale dei Run DMC. Ascoltare, per avere un’idea, l’iniziale pessima “Run’s House”. “Tougher Than Leather” arrivò nei negozi di dischi accompagnato da una pellicola dallo stesso nome, una sorta di parodia dei film Blaxploitation degli anni ’70 (idea di Russell Simmons). Si ebbe, però, l’impressione che i Run DMC avessero fatto il passo più lungo della gamba: il film ebbe esiti disastrosi, mentre l’album, pur arrivando a vendere circa un milione di copie, non generò nessun singolo di rilevo.------------------ I Run DMC avevano commesso l’errore di arroccarsi sulle proprie posizioni: errore madornale, compiuto in un momento in cui il mondo dell’hip-hop stava cambiando a velocità impressionante, in particolare con la comparsa sulle scene di gruppi rivoluzionari quali i politicizzati Public Enemy e i bianchi, “party-oriented” Beastie Boys.
Articolo del
26/05/2003 -
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