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Subsonica
Subsonica + Casino Royale feat. Neffa live @ Nike Human Race 10K, Circo Massimo - Roma, 31 agosto 2008
Roma
31/08/2008
di
Emanuele Tamagnini
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Non ero mai stato ad un concerto di piazza. Gratuito, nella mia città, sponsorizzato, pubblicizzato. Niente capodanni, niente "primi maggio", niente raduni, niente di niente. Per scelta. Per tenere le distanze dalla massa. Che si muove solo quando da qualche parte, in qualche nota, viene riportata la parola Gratis. Stasera è diverso. O meglio, io sono diverso. Aperto. Con la mente sgombra. Con la voglia di tornare a fare qualcosa dopo il nulla musicale agostano. Eppure è Roma.
Dopo aver parcheggiato a molta debita distanza dai recinti e dalle inevitabili limitazioni urbane, eccoci sulla strada delle Terme di Caracalla. Ci si fanno incontro reduci dalla Human Race. 10km da percorrere con maglietta rossa Nike e bottigliette d'acqua. A molta gente non gli è bastata. C'è chi corre verso casa, c'è chi telefona, c'è chi ha raccimolato acqua e qualcos'altro per ricordo, c'è chi cammina storto, chi suda, chi guarda con sdegno gli altri "normali". A ridosso del Circo Massimo il campo di battaglia è ancora più surreale. Un'orda di zombie della domenica torna verso le abitazioni di appartenenza. La Human Race è finita. Sul palco si ode la voce da gallina senza arte nè parte di tale Santarelli. Con lei tre miracolati appartenenti alla trasmissione delle Iene che in un inglese turistico intervistano Carl Lewis e i vincitori della corsa. Il palco è come sempre imponente. Fujiya & Miyagi hanno già terminato il loro set. Meglio così. Il nuovo, terzo, album 'Lightbulbs' è un parto venuto male. Non sono nè carne nè pesce. Intorno alle 21 e qualcosa arrivano gli occhiali di Alioscia. E' il momento dei Casino Royale featuring Neffa (quelli cool dicono sempre featuring). C'è poca gente in rapporto alla capienza del meraviglioso catino. Un tir della Coca Cola Light dispensa regalando piccole lattine "Zero" (in stile Internazionali d'Italia di Tennis). Scaliamo la parete di sinistra per bagnarci la gola resa secca dalla polvere alzata da chi balla anche sulle pubblicità mandate dai maxi schermi. Il sound filo-reggae della band torinese comincia a far muovere quelli "giusti". Infradito, palandrane, canotte, cicche accese, birra Peroni. Erano un bel gruppo. Erano. Per il finale viene chiamata la superstar: Samuel. Alioscia annuncia che il ragazzo è innamorato. Il brano è dunque dedicato a tutte le donne. Evviva. Di banalità in banalità si attendono i Subsonica. Nel mezzo un altro edificante siparietto con i quattro presentatori che chiamano sul palco il maratoneta Linus. Battute divertenti che ammutoliscono anche le eccitate prime file. Evviva #2. Parlando con un mio amico dalla camicia elegantemente bianca viene fuori che entrambi proviamo disagio. Anche per lui è una prima volta. Ci vuole un tempo indefinitamente elevato per montare il palco dei cinque torinesi. Per ingannare l'attesa partono due pezzi live filmati a Wembley e che hanno come protagonista un ridicolo Moby. I Dj che si mettono a fare musica "suonata" con tanto di band andrebbero presi a calci nel culo lungo la Salerno-Reggio Calabria. Playback, basi registrate male ed il piccolo pelatello che fa finta di suonare dei tamburi, stona quando apre bocca e farfuglia cose stupide. Aveva ragione Eminem a prenderlo ripetutamente e pubblicamente per i fondelli.
Il boato accoglie i poseur. I Subsonica per il sottoscritto sono durati solo il primo album. Dal vivo però il suono è imponente. Nulla da eccepire. Ma quelle facce continuamente in posa ormai hanno fatto il loro tempo. Boosta è l'emblema dell'apparire. E le canzoni, tolti quei 3-4 singoli più celebri, finiscono per assomigliarsi tutte. Li avevo visti in una lontana edizione di Enzimi "tiburtini" quando ancora il loro cachet era ragionevole. Ritrovarli a distanza di alcuni anni mi permette di fare dei confronti. E l'origine della loro musica appare ancor più spiccata. Gli anni '90 chimici. Chemical Brothers, Prodigy, Apollo 440 e un pizzico di Rage Against The Machine (si ascolti 'Cane Nero'). Qualche solita frase di circostanza. Alcune "esplosioni" e accelerazioni che fanno la differenza. Mentre le nubi di polvere e paglia si alzano in contemporanea ai tappi della birra fatti saltare dai bibitari. Incredibile. Usano come apri bottiglia una 50cl di acqua naturale. Con il tappo di plastica rigato aprono quello della bottiglietta di birretta. La gente canta le canzoni. Sovraeccitamenti da sabato sera in balera. Uno sguardo e si torna indietro. Tra tappeti di vetro e varia immondizia. Una serata calda. L'ideale per attraversare il cuore di Caracalla a piedi. Mentre i Subsonica non concendono il bis. Una Human Race riuscita. Un evento musicale meno riuscito. Solito per questa città provincia nella provincia italiana. Avete visto come era Wembley?
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
01/09/2008 -
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