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Il Grammy Awards è l’Oscar della musica, il massimo riconoscimento per ogni artista pop che si rispetti. Ma possiamo ancora considerarlo come meritato e meritevole di considerazione? Se l’azione pressante delle major discografiche sulle giurie fa ancora la parte del leone, beh,allora pazienza: il mondo del pop è anche marketing e strategia pubblicitaria, prima o poi dovremo adeguarci. Per la verità “Come away with me” di Grammy non ne avrebbe meritato neanche uno( o forse uno sì, quello delle vendite). Norah Jones si limita a buttarsi nella mischia, rischia molto poco, oltre a non osare quasi mai ( forse per paura di cadere in un baratro dal quale non potrebbe più risalire). Tuttavia l’album non è da cestinare: un pizzico di classe viene fuori in brani come “Don’t know why”, singolo che ha scalato le classifiche di mezzo mondo e che, considerato il genere, ha ottenuto ottimi piazzamenti, oppure in “Painter song”, dal carattere giocoso, che rompe un tantino la monotonia degli arrangiamenti, che sembrano il marchio di una troppo evidente volontà imposta dall’alto; non male anche “Nightingale”, piacevole ballata folk con un lieve crescendo emozionale e il puro Country-Jazz (se mi è concessa la definizione) di “Cold cold heart” . Viene comunque da ripensarci alla storia del Grammy, e ci si chiede il perché di tanto clamore intorno ad un lavoro così poco emozionante. Indubbiamente il talento c’è, ma rischia di diventare uno strumento eternamente suonato a voce bassa: prima o poi perderà la sua naturale limpidezza. Tuttavia nel finale l’album riprende quota con la dolcissima “The nearness of you”: la voce è tutta sospiri, accompagnata da un piano essenziale, che non guasta. Un piccolo consiglio. In caso non foste rimasti contenti dell’acquisto di “Come away with me” avete a disposizione due soluzioni: regalarlo, con un estremo atto di generosità e di leggero sadismo, oppure, dopo averlo ascoltato due o tre volte, tornare nel vostro negozio di fiducia (o di sfiducia, come nel nostro caso) e acquistare “Tapestry”, autrice Carol King (quella della celeberrima “Natural Woman”, per intenderci), oppure “Ladies of the Canyon” di Joni Mitchell. Scoprirete tra le tre signore della canzone alcune affinità (l’amore per il Jazz, il Folk e la Country music), ma soprattutto alcune differenze, purtroppo, a sfavore della Jones. Consigli a parte, unica lodevole costante dell’album è la voce: sensuale e calda, la voce di una donna innamorata, anche se non sappiamo di chi, ma della sua musica sicuramente. Ad un primo sguardo si può anche restare incantati davanti alla copertina di “Come away with me” (Norah Jones ha un viso davvero angelico), ma attenzione a non innamorarvi di queste canzoni: si sa, l’amore è cieco.
Articolo del
30/05/2003 -
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