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Per quanto il fatto che stiamo parlando di un venerdì sera possa indurre a credere che il momento della settimana sia quello propizio, il concerto dei Disco Ensemble è passato praticamente inosservato agli occhi dei più. Tradotto in parole povere, al promettente Latte+ di Brescia, zona industriale, eravamo in 20, 25 persone. Dispiace per la serata incoraggiante e per il clima surreale, più da concerto da camera che da band hardcore. In ogni caso, molti o pochi che fossimo, lo spettacolo c’è stato e ha appagato.
Ad aprire ci hanno pensato i Lapko, trio finlandese giovane, ma discretamente abile nel proporre un alternative rock incline a divagazioni heavy decisamente potenti camuffate sotto quell’aspetto filo–emo che tanto piace ultimamente. Una buona apertura quindi, circa sette, otto pezzi. Chi è sul palco scende per fare posto a chi ascolta e viceversa. Il turno dei Disco Ensemble arriva piuttosto tardi ma va da sé che aspettare comodamente seduti, facendosi quattro chiacchiere con una birra gelata in mano, non è certo una sofferenza. Ad ogni modo, i potenziali candidati finnici agli MTV European Music Award (mica pizza e fichi), propongono un set di un’oretta circa, intensissimo e vivace. Post Hardcore di qualità più orientato verso la componente punk che a quella rock ed emo. Più che la sequela di gruppi scandinavi nati ultimamente direi che si possono prendere i più noti Alexisonfire come termine di paragone, tanto per capirci. Con un album fresco di pubblicazione, il terzo per i nostri eroi, Magic Recoveries, la scaletta è facilmente intuibile ed effettivamente i pezzi più consistenti vengono direttamente da qui. Magic Recoveries, Bad Luck Charm, Worst Night Out ma soprattutto la bella Headphones e We Can Stop Whenever We Want sono i cardini attorno ai quali gira la serata, più qualche pezzo vecchio che avrebbe certamente fatto la felicità dei seguaci di vecchia data se solo ci fossero stati.
Se l’intento del tour è quello di farsi un attimo di pubblicità allora possiamo considerare la missione compiuta, considerando anche il fatto che da noi questi ragazzotti del nord sono dei perfetti sconosciuti, mentre all’estero e soprattutto in patria scalano le classifiche e cominciano a costruirsi una buonissima reputazione. Un concerto potenzialmente da pogo sfrenato e sudore a fiumi se ascoltato seduti comodamente non fa lo stesso effetto. In ogni caso l’impressione è stata molto buona e la serata godibile.
Articolo del
11/10/2008 -
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