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L’autore ed il regista della rilettura e della trasposizione teatrale de “La Favola di Amore e Psiche”, tratta da “Le Metamorfosi” di Apuleio, scrittore latino del II secolo, è Renato Giordano, ma sulla scena il personaggio centrale è senz’altro Peppe Barra, figlio d’arte, attore e cantante napoletano di chiara fama che grazie alla sua presenza scenica e alla sua grande capacità istrionica si cala in tanti ruoli diversi, e sottolinea sempre con grande umanità ed ironia ogni sua interpretazione, dalle struggente canzoni in dialetto napoletano alle gustose “gag” di ambientazione mitologica che sono alla base della leggenda popolare di Apuleio. La dea Venere è gelosa di Psiche, una bellissima principessa, la minore di tre sorelle, ed invia Cupido (che è in realtà Eros, signore dell'Amore) sulla Terra per fare in modo che lei , a sua insaputa, finisca fra le braccia di un uomo brutto e spregevole. Ma Cupido si innamora perdutamente di Psiche (cioè l'anima), e con l'aiuto di Zefiro, la trasporta al suo palazzo dove, imponendo che gli incontri avvengano al buio, le fa conoscere tutte le gioie e i piaceri dell’amore. La passione è sconvolgente, il desiderio è incessante, ma Psiche ancora non sa chi è il suo amante segreto. Così una notte, spinta dalle sorelle, incattivite e piene di invidia, decide di conoscere il volto del suo amante. Ma una goccia cade dalla sua lampada e ustiona il viso di Cupido, che vola via lontano. Venere allora sui vendica su Psiche e la sottopone a tutta una serie di prove e di tormenti , fra cui la discesa agli Inferi per purificarsi. Proserpina le regala un ampolla che però invece di un dono contiene il sonno più profondo. Psiche crolla in uno stato di catalessi simile alla morte, ma verrà salvata da Cupido, che la risveglierà grazie ai suoi poteri. Solo alla fine, lacerata nel corpo e nella mente, Psiche riceve l'aiuto di Giove che, spinto a compassione, decide che è tempo di ritrovarsi per i due giovani amanti. Psiche sposa Cupido e diventa una dea. Il racconto termina con un grande banchetto al quale partecipano tutti gli dei, finalmente in armonia fra di loro. Le diverse fasi dell’opera teatrale sono scandite ed accompagnate dai preziosi balletti di Andrè De La Roche, primo ballerino e coreografo, mentre i ritmi sono dettati dalle musiche originali di Gabriele Coen, Paolo Del Vecchio e Mario Rivera. Un‘opera musicale gustosa e divertente che mescola il richiamo a vecchi miti e leggende con un intrattenimento mai banale.
Articolo del
28/10/2008 -
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