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Presentazione bagnata ma assolutamente fortunata quella di “Terre” ieri 29 ottobre 2008 a Testaccio, in una Roma in preda al nubifragio ma sempre pronta ad accogliere una musica bella e originale come quella di Mauro De Federicis e Renzo Ruggieri che hanno proposto un progetto molto “italiano”, dedicando ogni brano a un grande della musica nostrana di tutti i tempi. Un jazz accessibile in grado di viaggiare –è proprio il caso di dirlo- tra atmosfere diverse, dal gioco, alla malinconia, dai ritmi sincopati a quelli più soft. Un suono nuovo, quello creato dalla chitarra di De Federicis e dalla fisarmonica di Ruggieri, armonie insolite che vengono da lontano. Avevano dodici anni, i due, quando, entrambi leader di gruppi di musica popolare, suonavano in diversi locali dello stesso territorio e in concorrenza fra loro. Due band rivali, in un paesino, Guardia Vomano, di appena duemila abitanti. Poi, dopo molti anni, il nuovo incontro, la scoperta reciproca... "Abbiamo percorso strade completamente diverse " dice Ruggieri "ma lo scorso anno il caso ha voluto metterci insieme, per un concerto da recuperare. Abbiamo improvvisato su tanghi tradizionali..ed è nato tutto da lì…" "Veniamo tutti e due dalla musica popolare, e in questi anni ci siamo sempre "ascoltati" a vicenda" continua De Federicis "poi accorgerci l'uno dell'altro suonando insieme è stata una rivelazione, un'emozione inattesa, così abbiamo incominciato a parlare di quello che ci accomunava, la nostra terra, e poi le terre degli altri che erano diventate con il tempo anche le nostre, la terra di Milva, con cui suono abitualmente, e le "terre" di Antonella Ruggiero, dove terra non è solo una connotazione geografica, ma finisce per essere un luogo dell'anima, uno spazio libero dove tutto diventa possibile...così Milva è di Goro, ma io l'ho incontrata a Milano, e "Milano"è diventato un pezzo del nostro album..." Anche per Ruggieri le suggestioni musicali e biografiche giocano un ruolo importante: "Vacanze romane" è il mio omaggio ad Antonella, dalla quale ho imparato tanto, e che stimo enormemente, come "Catania" è un brano minimale tutto dedicato a un altro musicista che considero grandissimo, Franco Battiato, del quale presentiamo "L'era del cinghiale bianco", uno dei suoi motivi meno frequentati ma per noi bellissimo e musicalmente molto intenso. Lavorare con Mauro mi entusiasma: pensiamo le dinamiche nella stessa maniera, ci sosteniamo a vicenda musicalmente senza mai ostacolarci. Insieme riusciamo a lavorare per la musica senza egoismi personali e senza imposizioni. Ad accomunarci, poi, anche la nostra grande facilità alla melodia, cosa che ci ha resi stilisticamente compatibili e tanto italiani!" E i brani originali? "Le composizioni originali sono nate confrontandoci e aiutandoci a vicenda; ogni parola detta è sempre stata tenuta in conto da entrambi. Lo stesso è valso per gli arrangiamenti...nati suonando e verificando che ci rappresentassero. Prima di questa sera abbiamo anche avuto modo di effettuare due tournée (in Finlandia e in un minitour in festival nella provincia di Belluno) per verificare il progetto, che ha retto l'impatto del pubblico in maniera incredibile e assolutamente inaspettata per noi." Due titoli per tutti, "Napoli" di Ruggieri e "Terre", composto da De Federicis, che ha dato il nome all'album e che ieri sera ha aperto il concerto, comunicando subito tutto quello che c'era da comunicare, una musica originale e coinvolgente in grado di emozionare tutti, interpreti e ascoltatori. Nel futuro, tanti appuntamenti insieme e un sogno comune: quello di suonare in duo con grandi formazioni. L'augurio di farcela è direttamente proporzionale al piacere che ieri sera ci hanno regalato nell' ascoltarli...
Articolo del
31/10/2008 -
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