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Vengono da Cambridge, Nuova Zelanda, si chiamano Datsuns e sprizzano energia da tutti i pori! Dopo il clamoroso successo dell’album omonimo del 2002, che ha fatto guadagnare loro l’appellattivo di “gruppo del futuro per il rock and roll” e un tour con i Metallica, la band guidata da Dolf De Borst, alla voce e alla chitarra basso, con l’apporto di Phil Buscke, alla chitarra solista, e di Christian Livingstone, alla seconda chitarra, e con l’ultimo arrivato Ben Cole, alla batteria, ci presenta questa sera dal vivo brani tratti da “Head Stunts”, il loro quarto disco, pubblicato da pochissimo dalla Cooking Vinyl. Il loro heavy rock misto a garage punk ed infarcito di tanta psichedelia fa subito presa e non ci mettono molto a far scatenare danze. Chitarre nervose, frenetiche e veloci, ma mai cattive, quasi a voler perpetuare il sogno di quelle melodie di fine anni Sessanta che seppero convivere ed accompagnarono la nascita del Rock. La forza esplosiva di brani come “Eye Of The Needle”, “Your Bones”, “So Long” e “Human Error”, il nuovo singolo, è contagiosa ed inebriante, mentre il volume di fuoco che viene sparato dai tre amplificatori simpaticamente chiamati Orange, Danger e Strange è davvero altissimo! Mi consigliano l’uso di tappi per le orecchie, non li ho, non li ho mai usati, non mi servono. L’imminente sordità è preoccupazione minore, quello che conta adesso è volare alto, dietro a brani come “Harmonic Generator”, uno dei brani migliori del primo disco, oppure seguire i contorcimenti elettrici delle chitarre su “Hey Paranoid People What's In Your Head” e su “Highschool Hoodlums”, uno dei brani più trainanti della produzione più recente dei Datsuns. A tratti il wall of sound chitarristrico prodotto dalla band ricorda gli albori psichedelici dei primi Stooges, ed è un piacere quando nel finale Dolf De Borst e compagni tirano fuori anche un vecchio singolo come “In Love” che ci viene regalato in una versione scorticata e bollente. Una grande serata di rock and roll, robusta e vibrante, dove le impennate sperimentali delle chitarre elettriche hanno saputo coesistere con venature melodiche di buon richiamo, ben supportate dal martellamento incessante che ci è stato offerto dalla base ritmica della band. Il concerto non è stato lungo, ma il live act dei Datsuns è stato sincero, senza pause e tirato al massimo. Non era certo possibile chiedere loro di più.
Articolo del
03/11/2008 -
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