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L’idea che Dear Science è sicuramente uno dei dischi dell’anno è il richiamo più forte per chi ha fatto la conoscenza dei Tv On The Radio solo di recente. E non metto in dubbio che a popolare i gremiti Magazzini Generali ci sia buona parte di queste persone. Tastando l’ambiente però, guardandosi un po’ in giro, si fa presto a fare due più due. Le facce sono note, si incontra davvero tanta gente, persone viste bene o male tutto l’anno nelle varie occasioni, persone che sai che non possono mancare ad un evento imperdibile. Sicuramente gente che conosce la band da un pezzo. Il fatto va sottolineato perché stiamo parlando della prima e unica data italiana per la band di New York, e che possiamo dire completamente esaurita, in questo caso da un folto gruppo di seguaci, me compreso. Tre album all’attivo (più un demo d’esordio autoprodotto), uno più bello dell’altro, che si contendono il titolo di miglior pubblicazione per i rispettivi anni.
Musica nuova, sound diverso. Tunde Adebimpe e Kyp Malone (che nel pre-concerto passeggia tranquillo tra la gente...) reggono la serata sfoderando una prestazione convincente, molto sentita sebbene brevina. Un’ora e un quarto tutto incluso. Prima parte con Young Liars in apertura seguita da The Wrong Way e dal singolo Golden Age, molto efficace dal vivo e immediatamente riconosciuto. La bomba viene sganciata con Wolf Like Me, pezzo che ci ha fatto ballare per circa due anni e gridare al miracolo con annesse benedizioni. Il pezzo non delude, anche se risente di un’acustica che insomma, non smetterò mai di dirlo, penalizza non poco chiunque si cimenti sul palco. I progressi ci sono e si sentono, il problema però rimane. E per una band tecnica come i Tv On The Radio avere una resa sonora accettabile è fondamentale per goderne appieno. Vabbè, stendiamo un velo pietoso. Avanti dunque con Dirty e l’acclamatissima Stork and Owl. Buona energia sul palco e discreta risposta dal pubblico. Poco dialogo è vero, ma fa un po’ strano vedere Adebimpe smanacciare e divincolarsi sul palco come un ossesso, quando la sera prima l’ho visto sullo schermo nei panni del giovane e timido sposo nel film (molto bello) Rachel Getting Married di Jonathan Demme. Buon per lui e buon per noi. Parte centrale riservata a Shout me out, la bella Dancing Choose, sempre da Dear Science, Blues From Down Here e chiusura con DL7 e Satellite. Pochi minuti di pausa e poi avanti con la conclusione, una delle migliori e più affascinanti viste negli ultimi tempi. I pezzi sono tre. Love Dog, A Method e Staring At The Sun. Spazio all’improvvisazione, gente sul palco, abbracci collettivi. Una vera bellezza e un sacco di punti guadagnati per una band che ha già un sacco di credito (almeno da parte mia). E poi con Staring At The Sun trattata da vero classico, a fare la parte del gran finale, c’è di che inchinarsi, applaudire al massimo e lustrarsi le orecchie.
Complimenti davvero, bella scaletta e buonissimo concerto. Peccato però per la durata. Un quarto d’ora in più non avrebbe sicuramente fatto schifo a nessuno: questi newyorkesi sono dei maestri.
SETLIST: Young Liars The Wrong Way Golden Age Wolf Like Me Dirty Stork and Owl Shout Me Out Dancing Choose Blues From Down Here DL7 Satellite Love Dog A Method Staring At The Sun
Articolo del
14/12/2008 -
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