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Dopo l'uscita del vostro lavoro che cosa la critica e' riuscita a cogliere al meglio di voi e cosa non ha proprio colto?
Ho notato che la critica generalmente cerca qualcosa di innovativo nei prodotti italiani, e nonostante "Umorismi neri" non sia un disco improntato su direzioni sperimentali o particolari, leggendo i commenti ho potuto intuire che complessivamente il disco piace, sia nei singoli più orecchiabili che nei brani più difficili da digerire al primo ascolto. Credo che il suo punto forte sia proprio l’originalità ed e' proprio questa la sua energia, il rock nella sua forma primordiale a volte quasi in modo sfacciato ma concreto e tangibile.
Mi commentate "L'equilibrio" e "Il sogno"?
“L'equilibrio” e' il brano che apre il disco, e' un elogio alla società moderna, i vincitori e i vinti l'uno che vuole essere l'altro, la competizione, il disagio, l'ansia e lo stress, il desiderio morboso di dimostrare qualcosa a tutti i costi per sfuggire dal pericolo del qualunquismo una delle bestie nere del nostro tempo, il cinismo diventa uno degli ingredienti principali per proteggersi da un sistema dissociato che inganna e non perdona, l'equilibrio cosi, diventa la ricerca fondamentale per la conquista di una possibile identità. “Il sogno” e' il brano che chiude il percorso, una canzone molto lenta e sussurrata, per noi un oasi nel deserto, a fiato sospeso si chiudono gli occhi per paura di perdere qualche sfumatura, si cammina in punta di piedi e si cerca la massima profondità nel tentativo di descrivere un istante, un rapporto sessuale, un'esclusività', un qualcosa che si riesce a rivivere solo in un sogno "dentro di te fuori da me..." ma il discorso e' molto, molto lungo...
Immaginate di dovervi descrivere con uno "slogan" quale sarebbe?
Forse questo..”chiedi in prestito qualche soldo per andare a Londra a guardare gli inglesi che camminano forte guardando in basso immaginando un giorno di vedere Firenze!”
Mi spiegate com'e' nata la collaborazione e la pubblicazione del demo con Metamusic?
E’ nata in modo molto naturale, Antonio aveva già collaborato con Nicola Zaccardi e dopo la prima serata nel suo locale e' nato un interesse reciproco che e' maturato a distanza di un anno, dopo la realizzazione del master di "Umorismi neri" prodotto da noi e Marco Ribecai (Syncropain Studio). Ed è proprio grazie ad Antonio che abbiamo iniziato questa collaborazione con Metamusic per cui poi è uscito il disco distribuito da Venus.
Immaginate di dover utilizzare "Umorismi neri" come colonna sonora di un film, quale e di che genere?
E' una domanda divertente! In questo momento sto ascoltando "Porto i segni" tratto da "Umorismi neri", non so perchè ma mi viene in mente "Metropolis" quel film degli anni quaranta da cui i Queen (negli anni Ottanta) fecero il video di "Radio Gaga" per la rimasterizzazione dello storico film.
Che cosa avete ereditato dalle scelte composite e testuali dal grunge, dal rock italiano (e non) e dal dark?
Ognuno di noi ha una sua direzione musicale distinta, io personalmente vengo dal rock anche se, artisti come Battiato sono per me fondamentali, Antonio dal metal, Giacomo e Ettore dal pop-rock. Dal grunge abbiamo sicuramente ereditato le sonorità delle chitarre aperte e sporche, la musica italiana invece ci ha portato gruppi come C.S.I. che hanno saputo dare una vera identità al rock italiano. L'influenza dark infine deriva dalle atmosfere dei testi che sono generalmente cupi e riflessivi, il resto credo sia una miscela dei nostri caratteri.
I Rhumornero nascono per esorcizzare un malessere, da cosa arriva tutto questo nero, che cosa vi fa veramente arrabbiare? Una tematica a lunga scadenza o credete in una purificazione e poi c'e' un lato di ottimismo nascosto in voi?
Domanda difficile e ci sto mettendo un po'!!.....Questo nero è un malessere che arriva banalmente da tutto ciò che ci circonda, partendo dai conflitti all'interno delle nostre case, fino ai conflitti tra governi e stati, dalla dissociazione che regna sovrana, dai buoni e i cattivi che stanno insieme. In un'epoca cosi drammatica come la nostra non ce la siamo sentita di cercare atmosfere positive e incoraggianti perchè non le abbiamo e non le vediamo, le sentiamo raccontare e le raccontiamo ma non le viviamo, abbiamo paura di tutto e assorbiamo i messaggi criminali dell'oggetto più innocuo che abbiamo in casa...la televisione!! La nostra non e' rabbia ma lucida frustrazione nel rendersi conto che ne siamo immersi fino al collo! Suoniamo per esorcizzare un malessere evidente, suonare ci fa troppo bene, se non lo facessimo non avremmo una motivazione per alzarci dal letto. Solo alla fine del disco, quando i messaggi sono stati espressi ed esauriti si incontra l'ultima canzone, una specie di purificazione che trasmette calma, profondità e tanta passione...
Com'e' stato aprire i live di gruppi del calibro di Marlene Kuntz, Baustelle e Almamegretta? Avete un vostro rito scaramantico pre-live se c'e'?
E’ stata un'esperienza importantissima, queste date hanno portato quella popolarità che cercavamo per farci conoscere da più persone. Quando apri concerti a gruppi di questo spessore sai che nessuno del pubblico ti sta aspettando, devi entrare, chiedere permesso e sperare di fare una bella sorpresa! Per nostra fortuna il pubblico ha risposto in maniera molto positiva, forse con gli Almamegretta siamo stati un po’ troppo violenti per il loro seguito di gente, ma in qualche modo ci siamo fatti capire anche lì!!
Major o etichette indipendenti?
Questa distinzione sembra a volte non esserci, ci sono certi indipendenti che spesso ragionano come o meglio delle major voglio citare la Mescal o La Tempesta che fanno produzioni d'altissimo livello sia dal punto di vista commerciale che artistico. Le major in realtà hanno più difficoltà perché, con la crisi che c'e' oggi non si possono permettere di investire su prodotti poco sicuri! Insomma sinceramente a livello commerciale e' meglio la Pausini che Il Teatro degli orrori, e' solo e sempre un fatto di soldi.
Nascono prima le parole o le linee strumentali? Come componete?
Dipende, a volte un brano nasce da una frase o da un titolo che dà la direzione, in seguito accompagnata magari da un giro che ci convince. Succede di scrivere anche più brani in una nottata a volte mentre, per l'arrangiamento e la stesura del testo ci possono richiedere dei mesi.
Un palco dove vorreste arrivare a suonare e una collaborazione che sognate, se sognate una collaborazione con qualche artista?
Per il momento cerchiamo di organizzare un tour magari con qualche bella data, cerchiamo di suonare al meglio e di comunicare la nostra energia che si manifesta nella sua forma migliore nel live. Per quanto riguarda una collaborazione ci piacerebbe molto avere una produzione artistica da Gianni Maroccolo.
L'importanza del formato dei dischi nell’era del download. Qual è il vostro punto di vista?
E’ un processo irreversibile, la gente si e' abituata a trovare il prodotto gratis e basta, il mercato sta cambiando radicalmente, il formato del cd non e' più fonte di guadagno ma diventa un oggetto di merchandising come la maglietta o la spilla, credo che non occorra cambiare il formato ma chi deve davvero evolversi e cambiare sono le grandi radio e le televisioni.
Articolo del
21/12/2008 -
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