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Se il Blues è a tutti gli effetti un genere di frontiera non c’è il minimo dubbio che la “Stazione Birra” di Morena a Roma sia la scelta migliore per proporre un concerto di questo tipo. Il locale è di sicuro lontano dal cuore pulsante della metropoli, che sappiamo non brilla certo per offerta di posti adatti al minimo indispensabile per una decente esibizione “live”, ma ci offre quello che ogni persona desiderosa di ascoltare buona musica pretende: un ottimo impianto audio e tanto spazio. La serata è organizzata nell’ambito della rassegna “A Kind of Blues” e quindi il massimo del godimento per gli amanti del blues puro, dove si esalta la voce e la passione dell’anima e per l’occasione il protagonista “on stage” è Mr. Mud Morganfield, nientedimeno che il figlio del grande Muddy Waters, tornato per il suo secondo tour italiano e accompagnato dalla band romana dei Caldonians. Prima dell’entrata in scena della guest star della serata a riscaldare la platea ci pensa la Magic Harp band con il frontman Daniele Bosi che si comporta dignitosamente esibendo un repertorio classico, e che ci fa capire subito e in maniera esplicita che questa sera più che in un locale romano siamo nella dependance della “sweet blues” Chicago. Ed è proprio da lì che arriva Mr. Mud Morganfield, che sospinto dai suoi più cari amici ha deciso di seguire le orme del padre e di lanciarsi nella grande avventura in giro per il mondo, aiutato dallo straordinario dono naturale che è la sua potente ed unica voce, carica di memorie e ricordi che inevitabilmente riportano alla mente le esibizioni del padre. Sebbene uno dei famosi compagni di viaggio del grande Muddy Waters, il leggendario batterista Willie 'Big Eyes' Smith, una volta abbia detto di Mud Morganfield che "è come vedere un fantasma in carne e ossa !", possiamo testimoniare che la mole e la presenza scenica non passano inosservate, oltremodo esaltate dall’abbigliamento decisamente appariscente e molto natalizio (completo rosso con macchie di nero spruzzate alla rinfusa). L'artista ha pubblicato il suo primo disco di puro Blues, dal titolo Fall Waters Fall il 4 aprile dello scorso anno, data di nascita di Muddy Waters, festeggiato con un Mega Blues Party al mitico Legenda, lo storico locale blues di Chicago di proprietà del grande Buddy Guy. Oggi per questa seconda tappa romana Mr. Morganfield è ancora una volta accompagnato dai Caldonians. La band si compone di cinque elementi: Simone Nobile (armonica), Davide Lipari e Fabio Ramacci (chitarre), Gaetano Moccia (basso) e Mimmo Antonimi (batteria) ed è l’unica band romana ed una delle poche in tutta Italia che da anni dedica a livello professionale il suo repertorio al blues di Little Walter e soprattutto di Muddy Waters e con la quale si è creato un indissolubile sodalizio all'insegna dell'amore per il più autentico e verace Chicago Blues. Sono proprio loro ad introdurre con quattro pezzi “Harp Strut” loro, seguiti dalle cover ”The Hustle Is On” di T-Bone Walker, “All Aboard” di Muddy Waters e “Easter Bunny Boogie” di William Clarke, brani di riscaldamento che preparano l’ingresso di Mr.Mud che una volta in scena si appropria della platea e concentra su di sé tutte le attenzioni. Non è un caso che ad accompagnarlo ci sia un gruppo con cui condivide il palco a tutti gli effetti poiché nonostante la scaletta prevista venga stravolta, il sound rimane ricco, compatto e con una massiccia dose di feeling tipico del Blues più puro, ingredienti principali della ricetta musicale che i Caldonians offrono al pubblico come band di sostegno. Così la serata parte sulle note strumentali di “Chicken Shack”, seguite dalle cover “Hoochie Coochie Man” di Willie Dixon, “Walkin’ Thru The Park” di Muddy Waters. Mr Mud sembra divertirsi molto ed evidentemente sente che il pubblico partecipa e risponde al suo richiamo blues, perché lui non solo canta ma si fa interprete di ogni brano e tira fuori l’anima più profonda dalle canzoni che esegue e ne partecipa anche fisicamente, gesticolando con le mani e contorcendosi sullo sgabello che per la sua mole è poco più che un trespolo, perchè le emozioni per un cantante blues sono il risultato di un esperienza vissuta e la maggior parte delle volte in maniera drammatica. Il concerto prosegue con due suoi pezzi ”Mean Old Woman” e ”Satisfied” e si riallinea ai classici con ”Baby, Please Don’t Go” di Big Jo Williams, ”Forty Days & Forty Nights” e ”Got My Mojo Working” sempre del grande Muddy Waters e “Young Fashioned Ways” e ”The Same Thing” di Willie Dixon, La serata si chiude con un paio di bis ”Mannish Boy” e ”Trouble No More” seguiti dalla consegna di una targa ricordo che Mr Mud Morganfield accetta sorpreso ma divertito e tra gli applausi si congeda con un sorriso che illumina tutta la sala. Alla prossima Mr Mud!
Articolo del
27/01/2009 -
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