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Direi di cominciare dicendo due parole sui Secret Concert. L’idea parte da Facebook, da un gruppo di persone che hanno voglia di condividere la musica in modo diverso. Musica fatta in casa, acustica, suonata e ascoltata su cuscini con bottiglie di vino a portata di mano, la band stessa a portata di mano, il tutto per una cinquantina di persone o poco più. Chi vuole insomma si propone, offre la propria casa che diventerà teatro di una serata diversa. Un palco insolito, inesistente eppure tanto ampio da contenere anche il pubblico. O meglio, gli ospiti, gli “amici della serata”.
A fare da primi attori per questa volta ci sono i Marta sui Tubi, accompagnati per l’occasione da Mr. Appino degli Zen Circus che apre la serata con tre pezzi, di cui un paio inediti. Chi conosce i Marta un minimo sa anche cosa aspettarsi. La casa che ci ospita è una meravigliosa cascina ristrutturata da due ragazzi adorabili. La gente arriva alla spicciolata, portando cibo e bevande in quantità. Non serve entrare troppo nel dettaglio. Vi basti sapere che i Marta sui Tubi hanno reso la serata veramente speciale, inframmezzando storie e aneddoti da “cuscino” a pezzi più o meno conosciuti. E starsene sdraiati sul tappeto a pochi centimetri, con qualche candela e un bicchiere di vino è stato per tutti un momento speciale. Un modo diverso di sentire e condividere la musica. Con risate, pacche sulle spalle e cose che non ti aspetti. Tanto per la cronaca, il set conta circa 16 pezzi con altrettanti intermezzi. Si canta sulle note di Cinestetica, La spesa, L’abbandono, Muscoli e Dei, Cenere e poi Stitichezza Cronica, Vecchi difetti, Post e via così. Si arriva alle otto e mezza e ce ne andiamo per mezzanotte e venti.
Che cosa resta di tutto questo? Sicuramente un’esperienza intima, una sensazione tattile e concreta di condivisione e comunione. La musica si nutre di grandi platee, di ascolto di massa tanto quanto di piccole situazioni al limite del casalingo che ridonano come per magia una grande umanità a tante parole scritte e spesso solo dette. Alle parole corrisponde un volto, un profumo, una voce. E la possibilità di vivere a stretto contatto con tutto questo è a portata di cuscino. Aver partecipato non rende le persone migliori di chi è restato a casa. Il circolo non è esclusivo, proprietà privata di qualche società segreta. No. Tutto questo è l’opposto. E’ democrazia musicale, è radicamento capillare, è cultura porta a porta, e non di “porta a porta”. La musica entra in casa nostra. Questa volta non dallo stereo, ma dalla porta principale. Benvenuti Marta sui Tubi, benvenuti a tutti quelli che vi seguiranno.
Articolo del
11/02/2009 -
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