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Dopo tante diverse vicissitudini e cambi di formazione, quale è stata la formula giusta che vi ha portato a registrare un album come "Corvi nel cielo spento”, che è davvero un gran bel disco?
Innanzitutto grazie del complimento. La formula credo sia stata quella di avere avuto un obiettivo comune. Dopo anni di cambi di formazione siamo giunti a scogliere la band per un paio di anni. Però quando sono tornato dall'Inghilterra nel 2005 abbiamo rimesso insieme la vecchia line-up con il ritorno del Pablo al basso (che era stato uno dei membri fondatori del gruppo) e questo ha dato stabilità al progetto e ci ha consentito di incidere prima il demo Astri e poi il nostro debutto Corvi. Un cd che contiene pezzi di periodi diversi degli Ossimoro. Con il prossimo pensiamo di avere un lavoro più omogeneo dal momento che le tracce sono tutte nuove di zecca.
Siete attivi dal 2002, quali sono stati i presupposti da cui siete partiti? Siamo partiti con l'intento di divertirci suonando e magari cercare di tirare fuori qualcosa di buono. Purtroppo la continua instabilità interna ha causato tanti problemi ed ogni volta sembrava di ritornare sempre al punto di partenza. Per fortuna queste sono cose che appartengono al passato, adesso facendo i dovuti scongiuri và tutto bene e dopo tre anni ci sentiamo pronti per fare delle sperimentazioni musicali che prima non era possibile pensare.
L’impronta dei Black Sabbath è evidente in diverse composizioni, ma quali sono state in partenza le altre vostre influenze musicali?
Le nostre influenze spaziano da gruppi con cui siamo cresciuti come Soundgarden, Stone Temple Pilots, Slayer, Metallica, Anthrax, Primus a cose più recenti come Alter Bridge, System Of A Down, Black Stone Cherry per poi passare alla scena italiana con Marlene Kuntz, Timoria, Litfiba, CCCP ecc. Come vedi siamo molto aperti e tutto quello che può essere catalogato come buona musica noi la ascoltiamo e metabolizziamo cercando di personalizzare il nostro stile in modo da renderlo riconoscibile.
Da che cosa dipende la vostra scelta di cantare in italiano?
Secondo noi l'italiano è una lingua bellissima e musicale che con un pò di buona volontà si può adattare ad un genere quello rock tipicamente anglosassone. Credo che bisognerebbe dare credito a quei pochi gruppi che cantano in italiano dal momento che vengono giudicati anche sui testi dai recensori. Molti gruppi hanno una pronuncia approssimativa dell'inglese e se venissero analizzati i testi vedresti parecchi voti negativi in giro.
Che cosa c’è dietro la durezza di suoni di brani come “Immaginazione”, “Idoli di paglia” e “La città dorme”?
Idoli di paglia è un pezzo a cui sono legato e ti posso dire che il riff portante mi è sempre piaciuto molto, proprio per la sua durezza e il suo essere monolitico. Mentre Immaginazione è il pezzo più vecchio del lotto, anzi è stato il primo pezzo scritto per gli Ossimoro. Mi piace molto la cavalcata finale dove da chitarrista mi posso sbizzarrire. Mentre La città dorme è stato il penultimo pezzo scritto per il disco e forse avrai notato che c'è un intermezzo melodico e atmosferico, seguito da un finale molto sabbathiano. Quest'ultima canzone rappresenta bene il punto da cui siamo partiti per la composizione del nuovo cd.
Quanta importanza date alle liriche delle vostre composizioni?
Molta direi. I nostri testi trattano di spiritualità e di ricerca di una società migliore dove le apparenze vengono messe da parte. Su Corvi la maggior parte dei testi è stata scritta da me mentre sul prossimo cd si è fatto un lavoro di gruppo. I testi sono una parte fondamentale del nostro sound. Ad esempio Schiavi del 21mo secolo ha un testo molto impegnato dove si parla di soppraffazione della società nella vita delle persone. Comunque non siamo una band impegnata politicamente o che vuole dare dei messaggi agli ascoltatori. Fondamentalmente le nostre tematiche vengono espresse tramite metafore che si prestano a diverse interpretazioni.
Su un piano prettamente stilistico, sembra che abbiate messo insieme un certo hard rock basico ed essenziale tipico degli anni Settanta con delle influenze stoner miste ad un approccio vicino ai nuovi gruppi doom. Che ne pensate?
Credo sia una buona definizione anche se nel sound c'è veramente di tutto. Pur non avendo inventato niente di nuovo penso che oltre alle influenze da te citate ci metterei pure gruppi anni '80 della scena new wave inglese ed anche alcuni gruppi italiani sempre di quel periodo. Lo stoner e il doom sono due generi che amiamo profondamente, anche se personalmente credo che delle volte siano due generi limitati da un certo tipo di suono e noi tentiamo di introdurre un elemento melodico per dare più colore alla nostra proposta. Questa melodia è data sopratutto dalla voce di Francesco che non è tipicamente stoner o doom.
Il vostro rock è molto “guitar oriented”, dotato di riff potenti e graffianti sui quali costruite poi le vostre canzoni. E’ una linea forse già sperimentata in passato, ma che voi siete riusciti a rinnovare. In che modo?
Essendo il chitarrista mi fa piacere quello che hai detto. Le nostre canzoni partono generalmente da me e quindi è logico che le composizioni siano guitar oriented. Quando metto insieme dei riff penso sempre alla forma finale della canzone, anche se poi le idee vengono messe al vaglio dai ragazzi del gruppo che ti assicuro non sono teneri nei giudizi e se un idea non gli piace viene subito scartata. Noi siamo molto severi con noi stessi e se un pezzo non ci piace suonarlo o suona forzato lo buttiamo. Alla fine componiamo per noi stessi e quello che suoniamo è ciò che ci piacerebbe ascoltare su cd in macchina.
Come nascono canzoni come “Idoli di paglia” e “Schiavi del 21° Secolo” che ci dimostrano come tante realtà a cui diamo importanza adesso siano il risultato di dinamiche finte o ingannevoli?
Qui in Italia siamo fissati con "fare una bella figura", la nostra cultura ci porta a dare molta importanza all'estetica e al gusto del Bello, però negli ultimi anni questa tendenza si è trasformata nell'apologia dell'effimero e del vuoto. La televisione ha creato una generazione di cerebrolesi che agiscono con la perte "rettale" del cervello. Quindi le cose importanti sono solo ed esclusivamente la nuova macchina,il telefonino e seguire il nuovo reality in TV. Insomma Idoli invita gli ascoltatori a sbarazzarsi e bruciare gli Idoli di paglia in un falò simbolico. Mentre Schiavi ha un testo meno aggressivo e più triste dove gli Schiavi sono consapevoli della propria condizione di inferiorità e la parte finale è una fuga verso l'universo infinito.
Molti brani sono schierati contro la religiosità ufficiale. Che cosa vi dà più fastidio dell’immagine in cui si mostra la Chiesa nella nostra società?
La cosa più fastidiosa è l'ingerenza della Chiesa nella vita politica in Italia. Questo è dovuta alla debolezza dei governi, indipendentemente dal colore politico, e dalla sottomissione psicologica che gli italiani hanno avuto per secoli. Se non fosse stato per gli ideali portati dall Rivoluzione Francese staremmo ancora al Medioevo. La Chiesa ha più potere quando la gente è ignorante e povera e quindi si ha un esigenza di sperare che ci sia qualcosa di migliore dopo la vita terrena, mentre è vero il contrario. Personalmente non sono contro chi vuole andare a messa la domenica, ma contro quei credenti che impongono con la forza le proprie convinzioni religiose. I nostri pezzi sono pervasi dal dubbio, d'altro canto non sappiamo cosa ci attende nell'Aldilà.
Quali sono i vostri progetti più immediati?
Al momento stiamo completando i pezzi che finiranno sul nuovo cd. Penso che sia un bel passo in avanti rispetto a Corvi. Lo stile è sempre il nostro non ci sono grossi stravolgimenti, ma credo che abbiamo raggiunto un'amalgama e una consapevolezza maggiore dei nostri mezzi. Ci saranno parti più melodiche accanto a parti molto heavy e in your face. Essendo il prossimo un cd elaborato insieme sarà meno guitar oriented e ci saranno tante parti di basso e batteria. Poi ci piacerebbe avere parti orchestrate, niente di rivoluzionario, ma cercheremo di arricchire il nostro suono. Andremo nello stesso studio dove abbiamo registrato Corvi, il WAX studio. Se tutto va secondo i piani entreremo in studio a tarda primavera e speriamo di concludere tutto entro la fine dell'anno.
La musica è la vostra occupazione principale o fate altro?
Magari! purtroppo lavoriamo tutti... Mi piacerebbe dedicare più tempo alla musica, ma fino adesso è stato solo un hobby. Ormai con la crisi dell'industria discografica pochi gruppi avranno la possiblità di vivere solo di musica. Ormai gli anni d'oro delle vendite stratosferiche sono alle spalle. Con myspace uno può ascoltare cd di gruppi sconosciuti e quindi decidere se comprare il cd o meno. Quando ero piccolo mi basavo solo sulle recensioni e se ne leggevo una bella mi fiondavo al negozio di dischi. Oggi questa attesa e la magia derivante dalla sola copertina sono sepolte nella nostra memoria. Delle volte rimpiango quei tempi anche se oggi grazie ad internet si ha accesso a tantissima musica che altrimenti non verrebbe ascoltata.
Articolo del
17/02/2009 -
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