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Il suono dei leggendari King Crimson torna a rivivere per una sera grazie al talento e alla passione di David Cross, musicista inglese, 60 anni molto ben portati, professore alla London Metropolitan University, ma anche ex componente della band fondata da Robert Fripp. Il violino di David Cross in verità ha fatto parlare di sé su soli due album del gruppo: “Larks Tongues In Aspic” e “Starless And Bible Black”. C’è una sua partecipazione anche su “Red”, album pubblicato però quando lui aveva già abbandonato il gruppo , sovrastato come era da una sezione ritmica tanto fragorosa ed imponente da mettere in secondo piano il suono ora delicato ora struggente del suo prezioso strumento. Dopo essersi dedicato per molto tempo soltanto all’insegnamento e a comporre musica per spettacoli teatrali, David Cross torna a farsi sentire negli anni Novanta. Forma una band che porta il suo nome, collabora di nuovo con Robert Fripp e John Wetton, ma anche con Pete Sinfield, il paroliere dei primi King Crimson,e con Peter Hammill, il vocalist dei Van Der Graaf Generator. Incide dei dischi molto interessanti come “Memos From Purgatory”, “Testing To Destruction”, “Exiles” e “Closer Than Skin” e riprende il suo percorso nell’ambito del Rock Progressivo, un genere musicale che il professor David Cross non ha mai smesso di difendere, anche in piena ondata indie punk o alternative rock.
La formazione con cui questa sera torna ad esibirsi sul palco di Stazione Birra risulta composta da Jinian Wilde, alla voce, da Paul Clark, alla chitarra elettrica, da Paul Mick, al basso, da Alex Hall, alle tastiere, e da Craig Blundell, alla batteria. Naturalmente però tutti gli occhi (e le orecchie) sono puntati sul violino elettrificato di David Cross, che ha accompagnato i momenti più belli della seconda edizione dei King Crimson, duettando con la chitarra di Fripp e disegnando trame musicali ancora adesso fortemente impresse nella nostra memoria. Siamo qui per questo, e con noi un numero davvero grande di fruitori musicali, che non solo hanno disertato l’ennesima pochezza del festival sanremese, ma anche il concerto degli Oasis, in programma proprio questa sera in città. Niente pop edulcorato, niente facile tormentoni psichedelici, al contrario musica vera, pensata e pesante, sofferta e dilaniante, che si abbatte in maniera vorticosa sui presenti, che rimangono estasiati all’ascolto. L’inizio del concerto è dedicato interamente alla produzione solista della David Cross Band che fra l’altro presenta anche nuovi brani, che verranno inseriti su un album di prossima uscita. Le note di “Into The Light”, di “Crowdsurfing” e di “Floodlights” echeggiano in sala grazie a delle esecuzioni vibranti che mettono in primo piano un rock a tratti molto duro, energico e vibrante. Molto belle anche “Rain Rain” e “Black Ice”, ma è su “The Pool” che avvertiamo davvero il filo conduttore che lega David Cross all’epopea crimsoniana. E’ un brano molto lungo e ben articolato che ricorda un po’ nella sua struttura “The Night Watch”, da “Starless And Bible Black”. Adesso la serata comincia a crescere ed il pubblico se ne accorge e partecipa con grande calore. L’esecuzione di “Exiles” è qualcosa da brividi, la voce non è quella di John Wetton, ma è altrettanto calibrata e potente, il violino elettrificato di David Cross invece è incredibile, perché ci porta davvero a viaggiare su “terre lontane” fino a farci perdere le tracce delle visioni ristrette della nostra mente. Seguono “Awful Love” e una martellante “Tonk”, ma poi dopo una breve pausa e prima del commiato, ecco di nuovo l’afflato crimsoniano, ecco che arriva “Starless”, incredibilmente bella e sognante, in una versione lunghissima che prevede l’originale lungo intermezzo solo strumentale che lascia spazio alla esibizione del talento dei singoli musicisti presenti sul palco. Dopo fragorosi applausi la band di David Cross torna ancora una volta sulla scena per eseguire una frizzante “Nurse Insane”, tratta da “Closer Than Skin”, un modo eccellente di porre fine ad una serata comunque grande, e con un pizzico di sana nostalgia.
Articolo del
23/02/2009 -
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