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Sin dall'esterno del Magnolia la situazione è già calda, bollente. La coda per entrare è lunghissima e non appena dentro, per farsi un po' di spazio, il minimo indispensabile per muoversi, bisogna arrampicarsi sulle spalle della gente. Il trio romano composto da: Luca Mai sax, Massimo Pupillo basso e Jacopo Battaglia batteria è in tourneè dopo l'uscita di Carboniferus (2009, Ipecac), e come sempre ad ogni loro concerto, riesce a radunare un numero imprecisato di sostenitori. Non solo fan, ma anche semplici curiosi e amanti della musica alternativa. Infatti gli Zu, nati nel 1997 a Roma, sono diventati in questo decennio una band di nicchia, non solo in Italia, ma anche all'estero. Basta vedere le date di questo tour o di quelli passati, concerti in U.S.A, Europa e addirittura in Asia, oppure gli artisti con i quali hanno lavorato come Roy Paci, King Buzzo (Melvins) e Mike Patton (Fantomas) per avere la certezza del prodotto.
Il tendone allestito all'esterno è off limits da molto presto; riuscire ad entrare dalla ressa di persone è impossibile. Impossibile non è un modo di dire, anche se chiedi permesso o se ti fai piccolo piccolo non si riesce ad avvicinarti al palco; davanti si ha un muro invalicabile. Il trio si presenta sul palco tra applausi e incitamenti; imbracciati gli strumenti, basso-chitarra-sax non si ferma più. Da lontano si intravedono solo i piatti della batteria e le teste dei tre che si lanciano a capofitto nella loro musica. Per chi non sa che sono appunto in tre, sul palco sembrerebbero in dieci da quanto sono padroni della loro strumentazione composta anche da distorsori, compressori e altri pedalini creati dal demonio in persona. L'impatto sonoro prodotto dagli Zu è unico e originale: una forte ritmica a costruire e sostenere tutti i brani con l'aggiunta del saxofono come un ape ronzante attorno al miele. Quasi due ore che ripercorrono i brani dell'ultimo album e i classici della band: Ostia, Chthonian, Carbon, Beata Viscera, tutti suonati con tanta improvvisazione e personalità. Infatti la forza degli Zu sta nel non essere mai prevedibili; ogni loro live ha vita a sé. Per chi ama la musica e cerca sempre di scoprire nuove sensazioni, in un live degli Zu troverà quello che cerca.
É vero che il genere proposto dalla band fatto di sonorità jazz-core dove la follia del sax si modella perfettamente con la sberla del duo basso-batteria, non è semplice da digerire. Ma se un trio con queste prerogative musicali riempie ogni locale nel quale suona, facendolo straripare, vuol dire che qualcosa che va oltre la semplicità di una classica canzone avrà. La pazzia della musica, la tecnica e l'originalità ne fanno un combo made in Italy unico!
Articolo del
04/03/2009 -
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