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Dopo aver ascoltato “Tarlo Terzo” veniva spontaneo chiedersi in che modo i Bachi da Pietra avrebbero reso dal vivo quel sound claustrofobico.
La band si presenta sul palco del Circolo degli Artisti per l’unica data romana, preceduti dai Luminal. Dopo l’intervista trovo la gente restia a infilarsi dentro il locale, complice un accenno di primavera che ha rialzato sensibilmente le temperature. Quando è il momento del gruppo spalla la sala inizia a riempirsi. I quattro salgono sul palco, silenziosamente, iniziando direttamente l’esibizione, senza parole. Il loro sound avvolge, la chitarrista ha una lunga canottiera da basket e imbraccia una Les Paul. Il resto della band la segue negli stacchi, nel cantato leggermente allucinato. Poi arriva la cover “Transmission”, dei Joy Division, ed è un piacere per la mente e il cuore. La gente apprezza, balla e applaude. Un buon inizio lascia sempre ben sperare.
La sala si svuota e Bruno Dorella, dei B.D.P., lascia la sua postazione al merchandising per infilare il camerino. Dopo pochi minuti, nell’anonimato e a luci basse, il duo si avvicina al palco. Il pubblico rumoreggia, troppo, e non si accorge di nulla. Giovanni si avvicina al microfono sussurrando quasi impercettibilmente il nome del gruppo e aspetta. La gente continua, l’indifferenza e la maleducazione del pubblico romano non hanno limiti. Bruno sorride quando alcuni di noi, insofferenti, iniziano a chiedere insistentemente il silenzio. È solo allora che lo spettacolo ha inizio. Quale migliore incipit della tetra “Per la scala del solaio” come dichiarazione di guerra all’insensibilità che circonda il mondo? Da li in poi tutto viene più facile, la cavernosa “Tarlo della sete” non lascia scampo mentre “Lina”, brano killer, è un blues ancestrale e malato, fatto di accordi percussivi, di riverberi caldi, di testi waitsiani. È impressionante vedere Giovanni percuotere la sua chitarra allo stesso modo di Dorella, elemento indispensabile per la riuscita di questo spettacolo. Il loro blues viene da lontano, dal profondo, dove lo sporco ti si appiccica addosso e non va più via. Le movenze del chitarrista scuotono il pubblico che lentamente viene ipnotizzato da questa spartana tecnica del blues del Delta. Il sound minimale, tagliente come una scheggia di vetro, permette la massima concentrazione sui testi e sulle dissonanti note della chitarra, mentre la sezione ritmica accarezza delicatamente le pelli, poi frusta inclemente nei picchi rumorosi dell’esibizione. Bruno, a volte, suona con tre bacchette guardando il suo amico dimenarsi, sudare. Giovanni, dimentico di avvicinarsi al microfono canta da lontano rapito da questa semi-trance sciamanica. I due sono sul palco per dare sfogo alla nausea che sentono dentro, non per il concerto. Succi è un crooner eccellente, racconta le sue esperienze che diventano parte integrante di chi ascolta, basta solo lasciarle entrare. È uno show transdermico, migra da una cellula all’altra attraverso un processo d’osmosi, creando dolore e piacere, vedi “FBD (Fosforo Bianco Democratico)”. Giovanni chiede insistentemente che si abbassino le luci ma è impossibile, allora ci chiede di chiudere gli occhi per entrare in sintonia con le sue composizioni. Una serie di immagini sfuocate si avvicendano veloci nella mente, come le sensazioni che scorrono lungo la schiena, fisicità e spiritualità si corteggiano. Intanto insiste battente il brusio di fondo, non c’è mai fine alla stupidità della gente. Qualcuno s’innervosisce e urla per zittire i più idioti, mentre la band riparte per il brano finale prima dei bis, due. Al rientro sul palco, dopo un timido applauso, si cambia in corsa il pezzo da eseguire perchè troppo pesante e ossessivo secondo i due. Il sigillo finale è da cardiopalmo, Dorella abbandona subito il palco mentre Succi, in ginocchio, è impegnato a smorzare, in dissolvenza, il feedback dell’ultimo accordo ancestrale strappato alla Telecaster, poi rimane immobile, genuflesso guardando dritto davanti a sé. Infine si allontana lasciandoci in eredità parte del suo dolore, da ora è anche nostro. Grande spettacolo!!
Articolo del
10/03/2009 -
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