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Ora ha tagliato la lunga chioma, ma quando i capelli erano raccolti nei dread folti ed intricati la sua musica era sporca, decisa e sicuramente d’impatto. Stiamo parlando di Lenny Kravitz, che tra poco pubblicherà il settimo disco della sua carriera: noi, sinceramente, preferivamo il vecchio Lenny rispetto a quello più recente e monotono di “American woman”. Ma andiamo con ordine. --------- Lenny Kravitz fa il suo debutto un po’ in sordina tra la fine degli ’80 e l’inizio dei ’90, drizzando le orecchie dei critici con “Mr.car driver”, tratta dal suo primo lavoro solista. Si notano subito i modelli: il Rock-blues, Hendrix, il Soul. Da lì in poi Kravitz inizierà a guadagnarsi la sua bella fetta di estimatori e poi il successo definitivo con “Are you gonna go on my way” del 1993, album ben confezionato che contiene tra l’altro due chicche: “Heaven help”, ballad delicata sull’amore universale e la canzone che dà il titolo all’album, “Are you gonna go on my way” senza dubbio Hendrix-oriented. --------- “Circus” esce nel 1995 e Kravitz mette subito le cose in chiaro: la ritmica sembra suonata dal duo John Bonham – John Paul Johnes, basso e batteria dei Led Zeppelin; Gibson e chitarre acustiche praticamente onnipresenti, giusto per ribadire il concetto. L'album comunque si apre con un titolo forte, in tutti i sensi, “Rock and Roll is dead”, una sorta di attacco al banale “scintillio” delle Rock’n’Roll stars: “500 donne nel tuo letto”, recita il testo, non bastano a cancellare i “demoni nella tua testa”. Il Soul ritorna con “Can get you off my mind”, che somiglia al Prince balladeur ma riprende anche la voglia di un certo Rock stradaiolo e passionale. “Tunnel Vision” è Funky a tutti gli effetti, sensuale e ritmata, mentre tornano reminiscenze zeppeliniane in “Magdalene”, dove alla chitarra sembra affacciarsi Jimmy Page tanto sono simili le affinità sonore col chitarrista bianco; lo stesso trattamento ci riserva “Thin ice”, un Rock di sicuro effetto, con un bel crescendo nel finale.------- “Circus” si chiude con “The resurrection” dove Lenny si concede, pur nel breve lasso di quattro minuti e 28, una piccola variazione sul tema chitarra-batteria-basso aggiungendo all’arrangiamento qualche violino e un pizzico di tastiera, anche questa dai suoni molto retrò. --------- I brani, per la cronaca, sono undici in tutto, e ma come fan di Kravitz posso dire che “Circus” è, assieme a “5”, l’album più riuscito della sua carriera. Si sa, i fans non ragionano con la logica, ma col cuore: in questo senso il mio giudizio potrebbe essere diverso dal vostro. Del resto cosa pretendete da uno come me, cresciuto a pane e amore per gli Zep? Ok, lo ammetto, non si vive di solo amore…
Articolo del
24/08/2003 -
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