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C’erano quasi cinquantamila persone per questa Sesta edizione della Notte della Taranta, che è diventato ormai un appuntamento fisso della metà di Agosto per l’incantevole Melpignano e per il Salento tutto. Cultori della pizzica venuti da ogni dove si mescolano piacevolmente alla gente del luogo e ai turisti, richiamati dalle località marittime dagli echi sull’esibizione di Stewart Copeland, indimenticato batterista dei Police, proclamato “maestro concertatore” di questa serie di concerti. Lui ha accettato di buon grado l’invito di Vittorio Cosma, direttore del Festival, e si è divertito moltissimo alle prese con pizziche tarantate talmente frenetiche da solleticare la sua anima non ancora stanca di proto punk e rocker di pregio. Si comincia con Compare Uccio Aloisi e il suo Gruppu : un vero spettacolo, lui ha settantacinque anni, viene da Cutrofiano e ha tanta grinta da vendere. Canta brani tratti da “ Robbe de Smuju” il suo primo cd, e si esalta come un adolescente davanti ad un pubblico tanto vasto, tutto per lui che il primo tamburello lo ha brandito trenta anni fa, rubandolo ad una fiera paesana. Poco dopo prende forma sul palco un sodalizio davvero nuovo e interessante, quello fra la Bosio Big Band, Ambrogio Sparagna e Giovanni Lindo Ferretti, ex CSI, insieme per il Progetto “ Attaranta - Tradizione e Tradimento”. Melodie struggenti, liriche belle ed appassionate, un crescendo contagioso e coinvolgente che cattura emotivamente i presenti per oltre un’ora. È poi la volta di quello che si può definire il “concertone finale”, la scena é affollata e pulsa di suoni e di ritmo. Sullo sfondo i quattro percussionisti inglesi dell’Ensemble Bash - fatti volare appositamente da Londra da Copeland (e che avevano dato un saggio della loro bravura la sera prima a Castrignano dei Greci), poi ci sono Vittorio Cosma alle tastiere, Ares Tavolazzi al basso, Giancarlo Parisi alle zampogne, e le vocalist Cinzia Villani del Canzoniere Grecanico Salentino, Ninfa Giannuzzi e Enza Pagliara – con una curiosa collana di peperoncini rossi - accompagnate da Emanuele Licci, chitarra e voce, e infine lui, l’atteso Stewart Copeland, che prende posto sul lato destro del palco, alla batteria. Dopo una serie di “pizziche” tradizionali, eseguite però ad una velocità folle ed accelerate ad arte, il palestinese Nabil e Daniele Loboccaro dei Radio Dervish eseguono “ Lu Rosciu De Lu Mare” . E’ il turno poi di Raiz , la voce degli Almamegretta (che si dichiara salentino di adozione) che si cimenta in una versione quanto mai energica ed aggressiva de “L’Acqua de la Funtana”, tanto che viene da chiederci se non siamo capitati per caso a Monsters of Metal, la rassegna annuale di hard rock. Ci pensa Teresa De Sio a rimettere le cose a posto e, dopo essersi lanciata in proclami fin troppo enfatici e non richiesti nei confronti del “popolo dell’amore, del popolo della passione e del popolo della musica”, si accompagna ad una chitarra acustica e canta “Aremu”, un brano della tradizione locale. Ancora una serie di stornelli locali, cantati a turno dai vari ospiti, e sul finale la “pizzica” quella vera, nella dimensione acustica di voce e tamburo, ritrova finalmente un po’ di spazio, e lo stesso Copeland abbandona la sua ridondante batteria in stile rock per dedicarsi con inusitata furia sui bonghetti. L’esecuzione corale di “Santu Paulu” mette d’accordo un po’ tutti e decreta la fine del concerto, soltanto di quello ufficiale però: infatti saranno davvero tanti quelli che continueranno a suonare, a picchiare sui tamburelli e a danzare sui prati fino al mattino.
Articolo del
25/08/2003 -
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