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“Immagina che non ci sia Paradiso \ è facile se ci pensi \ nessun Inferno sotto di noi \ sopra di noi solo il cielo \ Immagina che tutta la gente \ viva per il domani…” Si sono versati fiumi d’inchiostro per decretare la spontanea bellezza, il denso significato politico, filosofico e morale insiti in queste parole; si è anche detto che “Imagine” è la canzone più bella di tutta la musica popolare, dal dopoguerra ad oggi. ---------- Giudizi simili sembrano, non tanto affrettati, quanto meno prematuri: è probabile che, in un futuro molto prossimo, l’eredità di Lennon venga raccolta a piene mani da un giovane promettente o, come per i Beatles, da menti geniali, che scriveranno la nuova “Imagine” o la nuova “Summertime”. Una bella fiaba, direte voi, con tanto di “happy end”: la realtà, lo sappiamo bene, è diversa. La realtà è che i Beatles, ho almeno gli scampati superstiti ancora in vita, hanno intentato causa alla “Apple computers”, accusando la ditta statunitense di aver copiato il logo (la mela morsicata) apparso anni prima sul famoso “White album”. La verità è che McCartney, il ”lato buono” dei Beatles, ha deciso di anteporre la sua firma a quella del suo coautore, così che sotto “Yesterday” non leggeremo più Lennon\McCartney ma McCartney\Lennon. La verità è che Yoko Ono, odiata dai fans come un sorta di mantide religiosa, sostiene di aver scritto lei “Imagine”, o comunque che alcune sue poesie giovanili siano state fonte di ispirazione nella stesura definitiva del testo del celeberrimo brano. Tra qualche anno ci diranno anche che la presunta voce, diffusa anni fa, sulla morte di McCartney, era vera, e che in realtà quello che vediamo oggi è un sosia o un clone completamente somigliante al “fu” Paul. Dopo di che ci riveleranno scomode verità: “Siamo addolorati, ma vi abbiamo ingannato; le immortali “Yesterday” o “Lucy in the sky with diamonds” o “Something” no, non le hanno scritte i Beatles, ma geniali menti tenute nascoste nei bui scantinati delle case discografiche, costretti a comporre a pane e acqua per anni”. Vera e propria “fantamusica”. Poste queste premesse, vedo alquanto complicato l’avvento di un talento degno di tale nome sulla scena della musica mondiale: è molto difficile che tutte queste “invenzioni della mente” (non possono chiamarsi in altro modo) e lotte basate su interessi economici possano essere utili alla musica. Certo è che vanno ad intaccare l’ideale di artista come uomo fuori dalle convenzioni, dedito alle passioni e distante da qualsiasi interesse materiale, soprattutto se si chiama “vile denaro”. ---------- Viene da pensare che la morte di John sia stata una fortuna, più che una terribile perdita, un‘ ”uscita di scena” che gli ha risparmiato di vivere con tutta questa “morte” attorno. ----- E’ per tutte queste ragioni che “Imagine” tocca il cuore di quei pochi che vivono ancora di sogni: siete forse gli unici a non aver tradito il messaggio più profondo impresso tra le note di quest’inno senza tempo.
Articolo del
25/09/2003 -
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