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Il 30 gennaio 2026 ha segnato il ritorno discografico degli Hate Moss, duo italo-brasiliano composto da Ian Carvalho e Tina Galassi.
“A Hot Mess”, il nuovo album, ha così consolidato il legame con la storica etichetta bolognese Trovarobato, proseguendo il percorso iniziato a giugno 2025 con l'EP “Mercimek Days”.
L'album non è solamente un prodotto artistico interessante, ma il diario di bordo di un'esistenza in movimento.
Frutto di un tour estenuante che ha attraversato Sud America, Europa, Regno Unito e Medio Oriente, “A Hot Mess” affonda le proprie radici nella cultura dei centri sociali autogestiti così come nell’estetica DIY, una dimensione che nasce dal basso e che ha permesso alla band di mantenere un controllo creativo totale.
L’album è infatti stato interamente scritto, registrato e mixato dal duo, garantendo un'autenticità che riflette la loro esperienza diretta nelle scene underground internazionali.
Sotto la supervisione produttiva di Pour Atom Oil (già collaboratore di Maria Chiara Argirò), le sonorità degli Hate Moss si evolvono in una fusione densa e stratificata, vero e proprio mosaico sonoro, ma anche linguistico, mix magnetico di trip hop, electroclash, venature industrial con influenze world.
L’identità molto fluida della band è riflessa nel multilinguismo, i testi infatti alternano portoghese, inglese, spagnolo, italiano.
Da notare le collaborazioni d’eccellenza dal momento che l’album ospita Vitor Brauer (dei Lupe de Lupe) nel brano “Amor Sincreto” e il jazz sperimentale di Tyto (Beppe Scardino), che va a impreziosire, con il suo sax baritono, “Paradox” un brano a tratti dub, a tratti di influenze sudamericane.
Complessivamente l’album si muove fra visioni distopiche e impegno civile, manifesto di speranza a conclusione di un atto di accusa sulla precarietà generazionale, le diseguaglianze sociali acuite da una politica complessivamente asservita a logiche di mercato, la manipolazione dell’informazione, temi evidenti tanto in “Mentiras” quanto in “Bianca”.
La title track ben identifica l’intero album, perché ben rappresenta l’esplosione sonora che risulta essere un’accettazione del disordine del mondo moderno, con un architettura sonora sicuramente electroclash, con influenze trip-hop.
Interessante la realizzazione sonora di “Charon” (Caronte, in inglese, il mitologico traghettatore di anime) pezzo molto variegato, e che incarna in modo perfetto l’incedere inesorabile e oscuro di questo personaggio.
Brano ipnotico, con un senso di transizione e di urgenza, con un forte contrasto fra percussioni organiche e la successiva drum machine, con sonorità industrial e synth molto acidi, dopo l’intreccio spettrale delle voci di Ian e Tina, modificate con echi e riverberi.
La copertina dell’album è un acrilico su tela nato da un processo di saturazione digitale e intelligenza artificiale, realizzata dall’artista Vhro (Sara Vaccaro), che pare rappresentare la restituzione di un’umanità a un mondo inesorabilmente tecnocratico e distopico.
“A Hot Mess” è un album da ascoltare se si vuole apprezzare un'esplosione emotiva che chiede di non arrendersi alla rassegnazione, perché è ancora possibile un cambiamento.
TRACKLIST 1. A Hot Mess 2. Bianca 3. Mentiras 4. Paradox 5. Amor Sincreto 6. Charon 7. Sette 8. Just Another Dream
Articolo del
23/02/2026 -
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