|
Il celebre locale di Roma Circolo degli Artisti rinnova anche questa estate la collaborazione con la rassegna “Roma incontra il Mondo”. Per festeggiare il suo ventennale, infatti, saranno ben undici i concerti che il Circolo organizzerà nella suggestiva cornice del laghetto di Villa Ada, nel quartiere Salario a Roma. Si parte con una tripletta che aprirà l’intera rassegna: Venerdì 18 giugno, l’esibizione dei GABIN feat. MIA COOPER con due guest d’eccezione, NADEAH MIRANDA (Nouvelle Vague) e Z STAR.
Sabato 19 giugno è la volta di DEVENDRA BANHART & The Grogs. Un personaggio fuori dal tempo, che fa musica fuori dal tempo. In estrema sintesi Devendra Banhart è tutto qui, nel suo star sospeso fra passato e presente, nelle sue canzoni un po’ sghembe, surreali, frutto geneticamente modificato del poderoso albero del folk americano. Uomo stravagante, artista visionario quanto minimale, portato per le deviazioni lisergiche che innesta con naturalezza nel suo far musica, Devendra è anche un apprezzato pittore, con opere esposte in molte prestigiose gallerie nel mondo, fra cui il MOMA di Los Angeles. Otto anni dopo la sua scoperta da parte del musicista e produttore Michael Gira (The Swans) e quel primo album, Oh Me Oh My…, prodotto proprio da Gira, Banhart è una stella di fama mondiale con 5 dischi all’attivo, l’ultimo dei quali, What We Will Be ha segnato il passaggio dal mercato indie a quello major, con il marchio Warner Bros. Lui intanto continua a svolazzare nei suoi colorati, fantastici piani di realtà, raccontandoli con la sua stralunata poetica musicale, così affascinante, così fuori dal tempo.
Salirà sul palco, invece, domenica 20 giugno, la miglior rock band italiana del momento, IL TEATRO DEGLI ORRORI. Hanno pubblicato il secondo album, A sangue freddo nell’autunno 2009 ed è stato qualcosa di più di una conferma. Se tre anni fa il Teatro degli Orrori era una delle più belle speranze del rock italiano, come chiaramente evidenziava il primo album, Dell’impero delle tenebre, oggi ne è una delle più solide realtà, sulla quale far conto per il futuro. La grande potenza espressiva dei testi e un apparato musicale che sa essere poetico e devastante al tempo stesso, rendono il rock d’autore del Teatro una delle proposte di maggior spessore e interesse del panorama musicale nostrano. Furore sonico ai limiti del noise, alternato a spazi di intima densità, passioni letterarie che affiorano nei testi, un genere di impegno politico lontano dallo sloganismo, che ha il carattere della consapevolezza, della coscienza civile, della lucidità del proprio sguardo sul mondo. Il Teatro degli Orrori mette in scena ciò che non vorremmo vedere attraverso scelte artistiche intransigenti, limpide, potenti, che dal vivo si esprimono nella loro dimensione migliore.
Domenica 27 giugno, tempo di ritmi in levare, con AFRICA UNITE e TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI che presentano i rispettivi nuovi lavori. Sabato 3 luglio arriva l’allegra carovana colorata della BANDABARDO’. Con i suoi oltre 1000 concerti e 15 anni di attività la Bandabardò può chiamarsi a buon diritto una delle live band più vitali in Italia. Lunedì 5 luglio sale sul palco uno dei cantautori italiani più amati, NICCOLO’ FABI.
Appuntamento con la grande elettronica, martedì 13 luglio, con il ritorno di KRUDER & DORFMEISTER in tour mondiale con The Anniversary Session, due ore di musica per celebrare il 16esimo anniversario del loro sodalizio artistico. Insieme a loro sul palco saliranno i due MC Earl Zinger e Ras T– Weed, mentre il videoartista Fritz Fitzke animerà la scenografia con visual sullo sfondo. Mai banali e sempre attenti alla cura maniacale di ogni dettaglio, K&D creano con grande maestria atmosfere leggere, avvolgenti e raffinate che insieme alle sonorità elettroniche e ai ritmi incalzanti drum’n bass, trip hop, funky, black e hip hop non smetteranno di far ballare il pubblico.
Domenica 18 luglio arrivano le due sorelle Casady, in arte COCOROSIE. Dal debutto del 2004, La Maison de Mon Rêve, le Cocorosie sono un punto di riferimento per la scena musicale “indie” con il loro freak folk, genere che include suoni sperimentali e molte altre influenze, come elettronica, hip hop e lirica. Presenteranno l’ultimo album Grey Oceans.
Direttamente dall’Australia, giovedì 22 luglio, giunge a Villa Ada XAVIER RUDD. Cresciuto a Torquay, in Victoria, ed ha frequentato il St. Joseph's College, a Geelong, suona ben sedici strumenti differenti. Ha sviluppato una solida reputazione in seguito a spettacoli dal vivo, festival musicali e a numerosi concerti in Australia e Nord America. È molto seguito in Australia e in Canada, dove ha registrato diversi album ed è stimato dal suo collega e amico Ben Harper. In Italia è poco conosciuto ma ha molti estimatori. Il 19 aprile 2010 è uscito il suo nuovo album di inediti Koonyum Sun. Molte delle canzoni di Rudd includono temi socialmente consapevoli, quali l'ambientalismo ed i diritti dei popoli aborigeni che spesso prestano le proprie voci nei suoi brani.
Lunedì 26 luglio torna JIMI TENOR & KABU KABU. Jimi Tenor è un musicista finlandese decisamente singolare, capace di spaziare dal jazz vellutato degli esordi (Sähkömies – 1994), al pop irrorato di funk e jazz (Intervision – 1997), dall’ossessione per il soul di Curtis Mayfield (Out Of Nowhere – 2000) a quello per il jazz di Sun Ra (Heliopause – 2000). La sua incarnazione più recente lo vede coinvolto in una divertente ripresa dell’afro beat, accompagnato dalla band tedesca Kabu Kabu (4th Dimension – 2009).
Infine graditissimo ritorno, martedì 27 luglio, di MULATU ASTATKE & THE HELIOCENTRICS. Il leggendario pianista e polistrumentista Mulatu Astatke con un’orchestra di 12 elementi formata dal alcuni musicisti etiopi residenti a Londra ed i membri del più avveniristico ensemble dei nostri giorni, gli Heliocentrics del batterista Malcolm Catto. Noto agli appassionati di musica africana per aver scritto alcune delle pagine più belle della collana “Ethiopiques” (raccolta di culto sulla cosiddetta Swinging Addis, la misconosciuta scena musicale etiope di fine ’60 - metà ’70) Mulatu of Ethiopia è improvvisamente assurto ad artista di fama mondiale grazie alla strepitosa colonna sonora del film Broken Flowers di Jim Jarmusch, nonché alle continue citazioni di tutti quei giovani produttori che negli ultimi anni hanno visto nella sua musica una stella polare. Un musicista unico nel suo genere, pianista maturato stilisticamente tra Londra e gli Stati Uniti dove, primo africano, si è diplomato al prestigioso Berklee Institute di Boston, finendo poi per suonare accanto a icone del calibro di Duke Ellington e Mongo Santamaria. Infine il ritorno nell’amata Addis Abeba e la spericolata definizione di un ibrido musicale, che lui stesso ha voluto definire Ethio-Jazz.
Articolo del
28/05/2010 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|