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Contrordine ragazzi: Michael Jackson, a meno di un anno dalla sua prematura dipartita, non tira più, o quantomeno tira meno del previsto, perlomeno in Italia. E’ stato infatti annullato dalla “Worldlive Entertainment” (società organizzatrice) il "Michael Jackson's Memorial Tribute”, previsto per il 25 giugno allo Stadio Olimpico di Roma, a causa della scarsa prevendita: non più di 3500 i biglietti venduti ad oggi, troppo pochi per uno stadio o altra venue per un tributo del genere, al quale sarebbero dovuti intervenire artisti e ospiti d'onore dai cachet piuttosto elevati, come Kim Carnes, Dionne Warwick e Joss Stone.
La “Worldlive Entertainment”, nel suo comunicato, tiene a sottolineare che “il significato di questo tributo andava ben oltre il fatto di vedere artisti (più o meno famosi nel nostro Paese) esibirsi, che ad ogni modo abbiamo ingaggiato e contrattualizzato. Il vero significato era di rendere onore a Michael ma la risposta del pubblico italiano non c’è stata, se non per pochi veri fans che hanno capito il senso di questo omaggio a Roma al Re del Pop. La nostra società è incappata, anche, purtroppo, in “personaggi ambigui” che hanno minato la credibilità del tributo e che, già in passato, si sono resi partecipi di azioni poco chiare nei confronti dei fans club italiani, usando ingiustamente il nome di Michael o spacciandosi per organizzatori di eventi (mai realizzati). Questo di Roma poteva essere una bella rivincita per tutti”.
“Le poche migliaia di biglietti venduti”, continua il comunicato della società, “non sono nemmeno sufficienti al raggiungimento del pubblico minimo richiesto da alcune star coinvolte nel tributo per effettuare la loro esibizione”.
“I titoli acquistati in prevendita”, conclude la “Worldlive Entertainment”, ”saranno rimborsati dagli stessi punti vendita entro e non oltre il 30 giugno 2010. Per il loro intero valore facciale, compreso il diritto di prevendita”.
C'è da dire, a parziale spiegazione dell'accaduto, che i biglietti andavano dai 70 a 90 euro più i diritti di prevendita. Un costo verosimilmente eccessivo per vedere un concerto (ovviamente) SENZA il vero Michael Jackson, e perdipiù in tempi di crisi economica.
Articolo del
10/06/2010 -
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