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Se anche Joe Strummer ne riconobbe il valore, significa che Plastic Bertrand non era un fenomeno qualunque della musica anni ottanta: «Plastic Bertrand, chiunque fosse, aveva messo in tre minuti qualcosa che faceva ballare anche uno in coma. Non si poteva nemmeno nominare Plastic Bertrand ai puristi del punk, ma questo disco è stato molto meglio di tanti album cosiddetti punk», disse il cantante e leader dei Clash.
Ora Plastic Bertrand, star della musica pop anni '70-'80, 20 milioni di dischi venduti nel mondo, ha confessato che non era sua la voce in «Ça plane pour moi», il suo primo successo datato 1977.
«È vero, quella non era la mia voce. Questa cosa mi perseguiterà fino alla fine dei miei giorni, ma allora dobbiamo anche dire che è stata tutta una montatura di Lou Deprijck», ha ammesso Bertrand, vero nome Roger Jouret, al quotidiano belga Le Soir tirando in ballo il produttore che lo scoprì. «Mi aveva chiesto di non cantare in cambio dello 0,5% dei diritti. Mi aveva promesso che poi sarebbe stata pubblicata anche la mia versione, ma questo non è mai accaduto», ha aggiunto il 56enne che annuncia una causa contro l'ex amico per diffamazione. Non si tratterebbe solo di una canzone, però. Ma dei primi quattro album del cantante belga: «Sono io la vittima. Volevo cantare, ma lui mi impediva di entrare in studio». La voce girava da anni, ma a stabilire la verità è stato un tribunale. La casa discografica AMC, proprietaria della registrazione originale di «Ça plane pour moi», aveva denunciato Deprijck, accusandolo di aver usato le incisioni originali per una cover pubblicata su un disco del 2006. Un perito ha stabilito che le registrazioni erano diverse, aggiungendo che il timbro vocale e l'accento erano della stessa persona. «Non ne voglio a Plastic - ha detto Deprijck -: lui ha fatto il suo lavoro, era lui in scena, era lui a gesticolare. Ma la sua voce non ha nulla a che vedere con la mia».
Articolo del
29/07/2010 -
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