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Jovanotti
Il mondo della musica deve fare i conti con la tragedia di Trieste
di
Fabrizio Biffi
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Il 12 dicembre il crollo di un'impalcatura all'interno del Palasport di Trieste ha provocato un morto e otto feriti. L'incidente è avvenuto intorno alle 14 mentre una ventina di operai stavano montando il palco dove doveva esibirsi la sera stessa Jovanotti.
La morte di Francesco Pinna, il ragazzo di 20 anni, che ha perso la vita nel tragico incidente, ha provocato molto dolore aprendo numerosi interrogativi sui rischi e su tutti i complessi meccanismi che stanno dietro la macchina del mondo dello spettacolo che a partire da questo tragico evento dovrà interrogarsi su come prevenire i rischi che ogni giorno corrono le manovalanze e gli operatori impegnati nell’allestimento di concerti ed eventi culturali.
Il terribile episodio di Trieste viene inevitabilmente amplificato dall’accostamento con un musicista, Jovanotti, che da sempre è vicino al mondo che Francesco Pinna rappresenta. Quella galassia “giovanile” piena di entusiasmi, aspettative e sentimenti che il cantante romano ha sempre raccontato in maniera semplice e diretta. Ma, al di là delle strumentalizzazioni, la morte di un operaio nel cantiere della musica, getta una pesante ombra di insicurezza su tutto un complesso mondo organizzativo che fino ad oggi, sembrava lontano dal terribile fenomeno degli incidenti mortali sui luoghi di lavoro.
Lorenzo Cherubini, in un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook, non si è sottratto agli effetti dell’evento luttuoso consumatosi a Trieste."Questa tragedia mi toglie il fiato e mi colpisce profondamente. Un tour e' una famiglia e si lavora per portare in scena la vita e la gioia…il mio dolore e' rivolto a Francesco Pinna, studente lavoratore, la cui vita si e' fermata oggi nell'incidente che ha travolto la mia squadra. I ragazzi rimasti feriti sono lavoratori specializzati che amano quello che fanno restando nell'ombra. Sono con voi,vi voglio bene".
"A Trieste - prosegue Jovanotti - si stava lavorando come sempre quando prepariamo un evento. Non c'e' giornata in cui una serie di funzionari pubblici non verifichino il corretto montaggio e non si presentino ad approvare i metodi di costruzione della struttura. La tragedia di Trieste ha lasciato a terra feriti e un ragazzo morto, Francesco Pinna di soli 20 anni, e noi tutti siamo sconvolti per quello che e' successo".
I ragazzi come Francesco "non sono in tour con la squadra itinerante, composta di tecnici specializzati - spiega dunque il cantautore - ma lavorano localmente agli allestimenti che passano nella loro citta'. Aspettano l'arrivo dei camion e fanno la loro parte. Si tratta di lavori di supporto alla squadra itinerante. Questi ragazzi io li incontro spesso quando arrivo al palazzetto e capita che ci si scambi due parole, che ci si scatti una foto. Sono migliaia a fare questi lavori in Italia e spesso sono studenti che non hanno un lavoro fisso e che cosi' si guadagnano qualche giornata".
"Ho appena saputo - aggiunge - che i feriti coinvolti nel crollo sono fuori pericolo. Queste persone sono con me sempre, ci vediamo tutti i giorni per mesi interi. Finito il periodo insieme vanno a lavorare con altri tour importanti. Sono un mondo popolato di poche centinaia di tecnici altamente specializzati che rendono possibile l'esistenza dei concerti e degli spettacoli che ci fanno divertire. Siamo gente seria, appassionata, facciamo una vita e un lavoro gratificato dall'idea di accendere l'entusiasmo e l'emozione del pubblico. Francesco Pinna e' morto costruendo una festa. La sua morte lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia che abbraccio con tutta la mia forza insieme a tutto il mondo dei concerti e dello spettacolo, che lui amava, come tutti noi".
Articolo del
15/12/2011 -
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