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Il trio punk della Pussy Riot è stato giudicato colpevole di teppismo motivato da odio religioso. La condanna per le tre cantanti è a due anni di carcere.
Le tre musiciste punk - Nadejda Tolokonnikova, 22 anni; Ekaterina Samutsevic, 30 anni; Maria Alekhina, 24 anni - resteranno in carcere per circa un anno e mezzo, data che la pena di due anni viene calcolata dal momento dell'arresto, all'inizio di marzo. A febbraio le tre ragazze avevano cantato una preghiera punk nella cattedrale del Cristo Salvatore, chiedendo alla vergine Maria di "cacciare via" l'allora premier Vladimir Putin, diventato di nuovo presidente della Russia poche settimane dopo.
Il centro di Mosca è assediato da giornalisti provenienti da ogni parte del globo, da forze di polizia in tenuta antisommossa e da attivisti che spontaneamente inscenano forme di protesta improvvisate incappucciando le statue della capitale russa e presidiando la piazza del Tribunale.
Questa mattina la giudice Sirova, sottoposta a minacce e pressioni negli ultimi giorni da parte dell’ala conservatrice ecclesiale e politica, aveva già decretato che il trio punk della Pussy Riot fosse colpevole di teppismo motivato da odio religioso.
Nel frattempo decine di cellulari della polizia e uomini della forze speciali hanno attaccato violentemente i sostenitori del gruppo, tra cui il blogger anti-Putin Alexei Navalni, arrestando e malmenando anche il campione del mondo di scacchi Garry Kasparov.
Ormai l’effetto domino di questo atto oscurantista è cominciato. I sostenitori della causa delle Pussy Riot di tutto il mondo hanno in programma una serie di manifestazioni in 30 città, da Parigi a Varsavia. A San Pietroburgo, i supporter del gruppo si ritroveranno in un'azione concordata con le autorità cittadine: niente bandiere partitiche, solo lo slogan "per un processo equo".
Iniziative previste anche in altre città russe da Perm a Rostov. Dall'altra parte dell'oceano, a New York si svolgeranno cinque cortei a favore della band, che sfioreranno chiese ortodosse e consolato russo per poi convogliare a Times Square dove celebri attori, scrittori e musicisti leggeranno brani tratti dalle ultime parole delle imputate. A Londra scende in campo il teatro della Royal Court; a Vilnius, in Lituania, verrà innalzato un cellulare della polizia gonfiabile da cui si libreranno via capsule piccole mongolfiere a forma di passamontagna.
“Qualunque sia il verdetto, noi e voi stiamo vincendo. Perché abbiamo imparato ad essere arrabbiati e a dirlo politicamente". Queste le parole di Nadia Tolokonnikova, 22 anni, considerata mente delle Pussy Riot, nel giorno della sentenza. In un lettera dal carcere per ringraziare i suoi sostenitori diffusa dagli avvocati della difesa e pubblicata nell'originale manoscritto sul sito della radio Eco di Mosca - la Tolokonnikova, in detenzione preventiva dal 15 marzo, esprime sorpresa per la mobilitazione mondiale a sostegno del suo gruppo: "Trovo ancora difficile credere che tutto questo non è un sogno". E la spiega così: "la nostra detenzione è un segno chiaro e distinto che la libertà è stata sottratta a tutto il paese". A suo avviso, la Russia soffre di un "male politico": la minaccia è "la distruzione della libertà e delle forze di emancipazione del paese".
Articolo del
18/08/2012 -
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