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Queens Of The Stone Age
E' davvero un'era assai "vulgaris"
16/04/2007
di
Morrisensei <
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La notizia più bella del weekend appena trascorso è senz'altro la fioritura, attraverso i soliti dedali del mondo "fan", dell'outtake "Era Vulgaris" omonima traccia dell'imminente (12 giugno) nuovo lavoro dei mastodontici Queens Of The Stone Age (amichevolmente chiamati QOTSA - pronuncia: "quozza"). Un brano tipico. Riconoscibile. Potente. Con una particolarità: la collaborazione vocale di Trent Reznor. Che rimarrà l'unica di tutto l'intero album. Una timida backing vocal che a malapena si sente sul finale. Il mainman dei Nine Inch Nails è stato praticamente "fatto fuori" da Joshua Homme. Il materiale della loro (in) fruttuosa joint venture segato quasi a disco ultimato. Nelle undici tracce della track list finale compaiono infatti solo le ospitate di Mark Lanegan ("River In The Road") e Julian Casablancas (lo stropicciato figlio di papà canta e suona il synth Casio su "Sick, Sick, Sick"). Siamo sollevati. Visto anche il deludente risultato di "Year Zero". Ma la riprova del valore attuale dei benemeriti Quozza la avremo solo fra meno di due mesi. Quando in una mano terremo stretto il disco e nell'altra il biglietto per l'Alcatraz di Milano. Giornata di sole. Ideale per camminare tra l'opulenta città eterna. Dove a mattina inoltrata, durante una colazione centrale, capita di imbatterti in Bugo sotto braccio alla sua compagna. E' primavera. L'ideale per respirare la città denudata dal traffico malsano ma piena di colorati e sudati turisti. Un rapido sguardo alle "offerte" musicali di una nota galleria del Corso. I titoli sono sempre quelli. Interi centimetri quadrati destinati al progressive pomposo, ai peggiori Pink Floyd, alla moltitudine negroide, alle novità ultra venti-euro, ai singoli di improbabili pseudo artisti italiani, alle facce da autogrill. Meglio avventurarsi tra i DVD. Dove cerca attento anche il regista Gianni Amelio. E' primavera. L'ideale per vivere la città tra shopping souveniristico e qualche passaggio di brocanteria. I passi rallentati hanno bisogno di un sostegno. Dentro la Galleria intitolata al prode Albertone c'è un approntato concerto pianistico di un paonazzo in alta uniforme che presenta i suoi brani. Sorseggiare un succo gusto albicocca, pagarlo il triplo del normale e non accorgersi di essere un estraneo tra tanti estranei è però piacevolissimo. Come incrociare due isolati più in là quell'attrice... della quale non mi sovviene proprio il nome... sicuramente italiana non è! E' primavera però. L'ideale per assaporare i mille odori della metropoli che ospita a braccia aperte culture e mondi diversi. Quando il giro in giro sta volgendo al termine la colonna sonora di improvvisate banducole zigane fa da colonna sonora all'ultimo incontro. Quello con la superstar dei telegiornali e con i suoi occhiali a specchio: Giorgino. Appena sfiora la mia spalla gli urlo "ZERO!". Chissà se avrà sentito, chissà se avrà capito che è primavera, l'ideale per muoversi tra la gente anche in un'era assai vulgaris come questa.
Vostro "Voglio vivere in Estonia" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
16/04/2007 -
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