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Bryan Ferry
Nazi-Bryan: incidente aperto e chiuso
17/04/2007
di
Fredo Cane
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Dopo David Bowie e il suo saluto alla Paolo Di Canio fatto in arrivo alla Victoria Station di Londra nel periodo di "Station To Station" (1976), un'altra icona del glam-rock inglese è inciampata nei meandri della scorrettezza politica. E' Bryan Ferry che incautamente in un'intervista rilasciata al quotidiano tedesco Welt Am Sonntag, ha elogiato l'iconografia nazista definendola "just amazing" e "really beautiful". Il cantante dei Roxy Music ha argomentato: "Dio mio, il modo in cui i nazisti rappresentavano sè stessi...! Parlo dei film di Leni Riefenstahl, degli edifici di Albert Speer e delle manifestazioni di massa. Davvero fantastiche. Davvero belle."
Le critiche a Ferry naturalmente non si sono fatte attendere e particolarmente veementi sono state le proteste di Jeremy Newmark del Jewish Leadership Council, che ha chiesto alla catena Marks & Spencer - che utilizza Ferry come modello - di sciogliere il contratto di sponsorizzazione.
Lo stesso Ferry, dal suo canto, si è reso presto conto di avere un pò esagerato nel suo apprezzamento delle opere di Speer e della Riefenstahl, e ha subito rilasciato una dichiarazione in cui ha detto di essere "profondamente rammaricato" da come l'intervista è stata presentata, aggiungendo: "Mi scuso senza riserve per qualsivoglia offesa causata dai miei commenti sull'iconografia nazista, che erano fatti solamente da una prospettiva di storia dell'arte. Io, come ogni persona sana di mente, considero il regime nazista, e tutto ciò che rappresenta, malefico e rivoltante."
Incidente chiuso, dunque. Ma val bene ricordare che tanti sono stati negli anni i "flirt" del rock con l'iconografia nazi: casi eclatanti - oltre al già citato gesto di Bowie - furono quelli di Siouxsie dei Banshees e di Iggy Pop, entrambi in passato esibitisi con una fascia con tanto di svastica, e anche di Sid Vicious che nel film "The Great Rock And Roll Swindle" vagava nel ghetto ebraico di Parigi sfoggiando una provocatoria t-shirt nazista; e più di recente Crispian Mills dei Kula Shaker fu aspramente sigmatizzato dalla stampa inglese quando diede un'intervista in cui espresse le sue simpatie per il nazismo. Stupisce, semmai, che a essere additato come filo-nazista sia il 61enne Bryan Ferry, un gentleman vecchio stampo che la mattina legge il "Times" e che finora si era sempre distinto per la sobrietà delle proprie opinioni.
Articolo del
17/04/2007 -
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