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Johnny Thunders
Sedici anni fa ci lasciava il "re dei perdenti" Johnny Thunders
23/04/2007
di
Morrisensei <
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Era nato al Queens e fino all'età di tredici anni era stato un provetto giocatore di baseball. Poi la musica. John Anthony Genzale, Jr diventa Johnny Volume quando entra negli Actress al fianco di Arthur "Killer" Kane e Billy Murcia. Johnny Volume diventa Johnny Thunders (il nome molto probabilmente è preso da un personaggio dell'album "Village Green Preservation Society" dei Kinks) quando nel 1971 gli Actress diventano New York Dolls. Sedici anni fa in un appartamento di St. Peter a New Orleans veniva ritrovato morto Johnny Thunders una delle icone più rappresentative degli effetti (ascesa e declino) del rock'n'roll. Il "beautiful loser" per eccellenza. Più importante ciò che Thunders non è stato di quello che Thunders ha realmente significato artisticamente. Una vita segnata e distrutta dalla droga. Come tante. Una morte sopraggiunta in solitudine. Come tante. Dopo la lasciva e sguaiata esperienza con le bambole newyorchesi un piccolo grande manifesto del punk stelle e strisce come "L.A.M.F." realizzato con i suoi Heartbreakers, un progetto potenzialmente esplosivo a nome Gang War (insieme tra gli altri a Wayne Kramer) quindi l'apice solista ("So Alone") che raccoglie l'omaggio di tanti amici illustri: da Phil Lynott a Chryssie Hynde, da Steve Marriott a Paul Cook, da Steve Jones a Walter Lure. L'ultimo colpo di coda prima dell'altalenante periodo finale. La dipendenza dall'eroina mai sconfitta. La riunione degli Heartbreakers, "Que Sera Sera", un album di cover insieme a Patti Palladin, una serie di concerti in Giappone dove appare stranamente in forma e l'atto conclusivo di una vita calpestata sempre oltre il limite. Trentasei ore prima della sua morte registra con i tedeschi Die Toten Hosen la cover di "Born To Lose". Una premonizione a leggerla cinicamente così. LSD, metadone, overdose di eroina, si è scritto e detto tutto sulle cause del decesso ma è bene ricordare come Thunders soffrisse anche di uno stato avanzato di leucemia. Dunque ci sembrava doveroso tributare a lui un omaggio piccolo piccolo. Un ricordo che, come detto, riveste maggiore importanza se posto accanto alla figura del "perdente" piuttosto che a quella del musicista. Johnny Thunders è un'icona del rock. Divenuta tale proprio perchè costruita sull'autodistruzione. Quasi programmatica. Su quel look trasandato. Su quell'aspetto perennemente malsano, corrotto, nocivo. Su quel carattere scontroso. Ma poco importa. Perchè un eroe rimane sempre un eroe. Perchè "una persona può diventare un eroe anche semplicemente andando incontro ad una fine valorosa che glorifichi la sua esistenza attraverso la sua ultima azione". E Johnny Thunders la sua ultima azione l'aveva già scelta da tempo.
Vostro "You Can't Put Your Arms Around A Memory" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
22/04/2007 -
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