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Sting
Il lato "umano" di Sting
di
Fabrizio Biffi
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Tempo fa, il saggio Sting (durante un’intervista tra le tante rilasciate ad un network televisivo mondiale) dichiarava di lavorare quotidianamente per migliorare se stesso.
Anzi, per dirla ancora meglio, il padre e padrino del gruppo dei Police ha come stella polare della sua esistenza l’affinamento del suo essere in divenire con una chiara tendenza alla perfezione.
Tale deve risultare l’impegno del grande Gordon Summer, in arte Sting, verso la realizzazione del suo ego, che gli deve essere sfuggito qualche dettaglio banale della sua vita reale. Lui e la moglie Trudy Styler rischiano di dover pagare una somma record alla loro ex cuoca, licenziata perché incinta. Secondo quanto riporta oggi il Daily Mail, la Styler e Sting si sarebbero comportati - secondo il verdetto della corte - ''in maniera vergognosa''. Jane Martin, 41 anni è stata licenziata nell'aprile del 2006 dopo aver lavorato come chef per la coppia per ben otto anni con uno stipendio di 45.000 euro all'anno. La donna ha raccontato ad un tribunale del lavoro che Trudie Styler aveva instaurato un regime di ''paura'' con tutti gli impiegati della sua residenza di Lake House nel Wiltshire e che, quando la Martin aveva annunciato di essere incinta - ha fatto di tutto per complicarle la vita. Secondo il racconto dell'ex cuoca, la moglie di Sting l'avrebbe obbligata a lavorare per 14 ore al giorno in gravidanza. In un'occasione la cuoca ha dovuto prendere correre in taxi e poi in treno fino a Londra - al costo di 210 euro - semplicemente perche' la Styler voleva che le cucinasse una zuppa e un'insalata. La moglie del cantante sarebbe poi andata su tutte le furie quando la Martin aveva chiesto qualche giorno di vacanza per un malessere legato alla gravidanza. In un verdetto unanime, il tribunale ha deciso che la Martin è stata licenziata ingiustamente e discriminata in quanto donna. Secondo la legge britannica, non esiste un limite all'ammontare che un tribunale può ordinare di pagare come indennizzo in un caso di discriminazione e secondo la stampa di oggi potrebbe trattarsi di una cifra record. La sentenza che stabilirà il risarcimento sarà emessa l’8 giugno. Trudie Styler ha detto al Daily Mail che farà ricorso in appello: “Sono devastata dalla sentenza. Chiunque mi conosce sa che accusarmi di discriminazione sessuale – io che sono una madre – è una cosa ridicola.”
Articolo del
11/05/2007 -
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