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Love
Ristampate le "Blue Thumb Recordings", fase crepuscolare dei Love di Arthur Lee
16/05/2007
di
Francesco Donadio
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A quasi un anno di distanza dalla scomparsa del grande chitarrista / autore / leader dei losangelini Love, Arthur Lee, i tempi paiono maturi per la riscoperta di quella parte del suo catalogo rimasta finora oscura e di difficile reperibilità. Uscirà infatti il prossimo 26 giugno per la Hip-O Select/Geffen un album triplo dal titolo "The Blue Thumb Recordings", comprendente le ristampe dei capitoli n. 5 e 6 della discografia dei Love, rispettivamente "Out There" (1969) e "False Start" (1970), più un terzo CD con 11 (inedite) registrazioni dal vivo risalenti al 1970. Vale la pena di ricordare che quella di Arthur Lee fu una delle band BASILARI della storia della musica: formatisi nel 1965 in una Los Angeles già infatuata di Beach Boys e Byrds, i Love (ruotanti intorno ai due leader dichiarati Arthur Lee e Bryan MacLean) incisero nella loro prima fase tre album che non dovrebbero mancare in una discografia che si rispetti: il primo, l'omonimo "Love" (Elektra, 1966) di taglio più byrdsiano e garage-rock; il successivo "Da Capo" (Elektra, 1967) che già iniziava ad unire in modo mirabile la psichedelia e la canzone pop raffinata alla Burt Bacharach; e il capolavoro assoluto "Forever Changes" (Elektra, 1967) in cui si compì il percorso di Lee e soci verso la definizione di un rock psichedelico dove le orchestrazioni non erano mai ridondanti ma funzionali alle canzoni dal songwriting eccelso ivi contenute. Buono anche il successivo più "heavy" "Four Sail", realizzato da Lee con una nuova formazione dopo l'abbandono di McLean (deceduto poi nel 1998). Seguì "Out There", contenente brani originariamente lasciati fuori da "Four Sail", tra cui un pezzo dalla durata di 12 minuti "Doggone" e un altro di ben 17 minuti (la title-track). Nel 1970 i Love tornarono con "False Start", che si avvalse del contributo di Sua Maestà Jimi Hendrix nel brano "The Everlasting First", in una delle ultime performance in asoluto del mitico chitarrista prima della morte. Entrambi gli album all'epoca vendettero pochissimo e furono presto dimenticati; Lee tornò ad usare il moniker Love solo nel 1974 per un unico ulteriore disco, dopodichè scomparve dai radar per lungo tempo causa pendenze con la legge e problemi di salute, salvo fare un celebrato "comeback" alla fine degli anni '90. Oggi però è finalmente possibile riascoltare i Love com'erano all'epoca di "The Blue Thumb Recordings": crepuscolari, erratici, talora inconsistenti ma ugualmente a tratti ancora geniali. Di particolare interesse il disco 3 contenente, come detto, incisioni live tratte da un concerto in Inghilterra del 1970 e che, a giudicare dalla tracklist, è una sorta di "best of" della band di Arthur Lee:
"Good Times" "August" "My Little Red Book" "Nothing" "Orange Skies" "Andmoreagain" "Gather 'Round" "Bummer in the Summer" "Singing Cowboy" "Signed D.C." "Love Is More Than Words or Better Late Than Never"
Articolo del
16/05/2007 -
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