|
Ora ne abbiamo pieni i coglioni. Intendo dei Beatles e delle solite dieci-dodici vecchie glorie che inflazionano la nostra povera (poverissima) realtà musicale in ambito giornalistico e mediatico in genere. Se siete assidui frequentatori di queste paginette in bianco e nero già sarete al corrente di quanto rispetto sia dovuto all'opera omnia dei ragazzi di Liverpool (la triste Liverpool)... ma ora basta. Basta con le vetuste celebrazioni che puzzano di naftalina più di quanto sia mai puzzato il piccolo Eta Beta. Basta con i soliti sofisti di "nome" che tengono lezioni di "storia della musica" (dei soliti dieci-dodici nomi) a donne in pelliccia, ragazzi inebetiti e uomini attempati con la Smart parcheggiata fuori dall'aula magna. Basta parlare dei Fab-4 al Vigorelli, di Jimi Hendrix sballottato nella 500, delle dimensioni del suo pene, dei ricordi del giovane Carlo Verdone, della piscina di Brian Jones, degli occhiali di Elton John, dei capolavori dei Genesis, delle fruste e delle finte smanie pro-Satana dei Led Zeppelin, di quanto bevesse Jim Morrison, della tresca Bowie-Pop-Reed, di quel maledetto Woodstock, della pazzia di Keith Moon, di quanto fosse stronza Yoko Ono, del pipistrello di Ozzy Osbourne, della magniloquenza di "Dark Side Of The Moon", della reunion dei Police e delle 157 formazioni differenti dei Deep Purple. BASTA! Basta con i soliti dieci-dodici nomi. Possibile che mai nessuno si sbrodoli e pontifichi su Phil Lynott? Sui Grand Funk Railroad? Su Tommy Bolin (scrivo senza grassetto perchè sono stanco!), sul magnifico Alex Harvey, sui Budgie, sui Taste di Rory Gallagher, sui Pink Fairies, sui meravigliosi Pretty Things, sulla torrida James Gang, sui Wishbone Ash, sui pazzeschi Ten Years After...? Se "Sgt. Pepper's Lonely Heart Club Band" compie 40 anni, adesso, davvero, non c'è ne frega più niente. Di sentire le storie sulla copertina, sull'importanza seminale, sulla "gara" con i Beach Boys, sui collezionisti, sulla pelle vecchia di Sir Macca, su quel rincoglionito di Ringo Starr, sulle royalties, sui dati di vendita. Siamo disgustati dalle barbe che danno lezioni di storia trita spacciandola per originale con il risultato di ottenere invece una storia orribilmente ritrita. BASTA con le curiosità da quattro soldi. Con gli aneddoti da Bignami. Peggio della peste. Allora modestamente vi consiglio di sorseggiare un tamarindo (con acqua naturale) mentre ascoltate a manetta un lurido album della Sonic Rendezvous Band. Vi sentirete pronti. Per qualsiasi cosa che non sia il solito "sergente".
Vostro "Fragole e Rastrello" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
31/05/2007 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|