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"Abbiamo iniziato a parlare di questa reunion qualche anno fa e alla fine abbiamo deciso: o adesso o mai più". Con queste parole, alla soglia dei sessant'anni, Phil Collins introduce il concerto d'apertura del "Turn it on again tour" che i Genesis faranno questa sera a Helsinki e che, in linea con la loro storia ormai quarantennale, si prospetta ancora una volta grandioso e fortemente scenografico. Da tempo l'Olympia Stadion è esaurito e da qualche giorno centinaia tra operai e tecnici (solo la crew è formata da 235 persone) stanno lavorando alla costruzione del palco: una gigantesca struttura a "V" larga 64 metri, con una profondità e un'altezza di 28 metri, racchiusa tra tre megaschermi, di cui quello alle spalle dei musicisti è lungo 54 metri e alto 12. Il "Turn it on again tour" segna il ritorno sul palco dei Genesis dopo 15 anni. Phil Collins, Tony Banks e Mike Rutherford, accompagnati da due vecchi compagni come il batterista Chester Thompon e dal chitarrista-bassista Daryl Stuermer, sono da un paio di giorni nella capitale finlandese, dove è piena estate e il caldo è appena mitigato dal vento che soffia dalla baia sul mar Baltico. Il sole, che in questa stagione qui tramonta intorno all`una di notte, e dunque la presenza irreale di luce diurna durante tutto il concerto potrebbe diluire gli effetti strabilianti delle luci, dei fuochi e dei video che saranno proiettati sul e dal palco. Ma i finlandesi non sembrano preoccupati e per questa sera si prevede appunto il tutto esaurito con la presenza di non meno di 30mila persone. "Abbiamo in scaletta tutti i brani che la gente si aspetta - continua Collins che lasciò i Genesis nel 1996 per una carriera solista altrettanto fortunata - da quelli tratti da "The lamb lies down on Broadway" a quelli di "I can't dance". Dunque per circa due ore, a partire dalle 20 locali (le 19 in Italia), la band inglese proporrà una selezione di alcuni dei suoi cavalli di battaglia scritti tra il 1973 e il 1991, compresi quelli tratti da album come "Selling England by the pound" del 1973 e appunto di "The lamb lies down on Broadway" del 1974, scritti insieme a Peter Gabriel. E proprio a proposito di Gabriel (che lasciò la band nel 1975), le speranze di un suo ritorno almeno dal vivo insieme a Genesis non sono del tutto chiuse. L'ipotesi di una sua presenza sul palco di Roma, per l'ultima data di questo tour, nella cornice del "Telecomcerto" al Circo Massimo il prossimo 14 luglio, non è solo frutto di indiscrezioni e del fatto che nei primi giorni di luglio Gabriel sia in Italia per alcune date. "Con Peter Gabriel ci siamo sentiti al telefono anche pochi giorni fa - racconta Mike Rutheford - e lui dice che `ha paura di ritornare nella stanza che ho lasciato tanti anni fa`, ma siamo grandi amici e quindi...". Il concerto si aprirà con le note di "Behind the lines-Duke`s end" e, dopo una ventina di brani, si concluderà con quelle di "Invisibile touch". Il tour che si apre stasera prevede una cinquantina di date tra Nord America e Europa, e dopo la Finlandia toccherà anche Danimarca, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Polonia, Francia, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Monaco, per poi concludersi appunto a Roma a metà luglio. Fino ad oggi i Genesis hanno pubblicato 15 album a cui si sommano i 12 tra live e raccolte, vendendo in tutto il mondo oltre 130 milioni di dischi. I concerti della band dal 1966, anno della loro nascita, ad oggi sono stati più di 1400
Articolo del
11/06/2007 -
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