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Sabato 7 luglio non prendete impegni. Lasciate a zonzo gli amici. Lasciate pisciare il cane sul divano. Lasciate murata in un negozio del centro la vostra ragazza. Chiudete le finestre. Non usate la lacca. Accendete la TV. Dalla mattina presto fino alla sera tardi arriva in mondovisione il Live Earth. Ennesima passerella globale questa volta voluta da Save Our Selves in collaborazione con la spinta mediatica di Al Gore. A due anni dall'infelice Live 8 ci troviamo nuovamente davanti ad un fatto compiuto e assai ineluttabile: che per salvare "qualcosa" i primi a dover correre siamo sempre noi comuni mortali. Sensibilizzare la testa di miliardi di persone con un mega evento che dovrebbe richiamarne davanti ai teleschermi almeno due. Io preferisco dare una mano al pianeta facendo il passo che è consentito alla gamba. Piccoli accorgimenti quotidiani che non hanno bisogno di essere sbandierati ai quattromila venti (come del resto dovrebbero rientrare in quest'ottica le azioni di solidarietà e beneficenza) ma che se, perpetrati con costanza, possono germogliare frutti di una certa rilevanza. Concerti in sette continenti. Dal Coca Cola Dome di Johannesburg (pubblicizzeranno la new entry "Zero"?) alla Copacabana Beach di Rio, dalla Rothera Research Station (nella penisola antartica) alla Oriental Pearl Tower di Shanghai, dall'Aussie Stadium di Sydney al rinnovato Wembley londinese. Sono solo alcune delle dieci location scelte dove si alterneranno circa 150 artisti. Nessun italiano. Era ora. Cosa dovevamo esportare ancora? Il solito bollito pseudo lirico di Bocelli? Il genuino, vero, autentico blues di Fornaciari? Le porcate tamarre in salsa latina della Pausini? O il verso da ortorfrutticolo di Ramazzotti? Scorrendo i protagonisti c'è una media altissima di artisti in promozione. Un caso? A Londra ad esempio si esibiranno Beastie Boys, Bloc Party, Nutini, Razorlight, Rice, Blunt, RHCP, Keane, Genesis, John Legend e tanti altri "minori". Al Giants Stadium dall'altra parte dell'oceano ecco Bon Jovi, Fall Out Boy, Smashing Pumpkins, Police, una serie di rapper, di hip hopper e di cantantesse giovanilistiche. In Giappone la marchetta continua con Linkin Park, Rihanna, AI mentre spicca a Kyoto una speciale reunion della Yellow Magic Orchestra (almeno!). In Germania (Amburgo) si materializza la barba di Cat Stevens, Chris Cornell, Enrique Iglesias, Katie Melua, Shakira, Mando Diao, Snoop Dog! In Brasile l'headliner è Lenny Kravitz (!!!) con voci che vogliono la presenza di Guns N'Roses, Nelly Furtado, Santana, Alanis Morissette e Jay-Z. Dio santo del purgatorio sabbioso! Che merda! Spiccano infine a Shanghai una serie di artisti impronunciabili e in Antartide tale Nunatak. Che credo sia un giardiniere esquimese del luogo. Tutto triste. Tutto vecchio. Tutto poco naturale. Ogni giorno. A piccoli passi. Senza fanfare, senza politici, senza sponsor, senza titoli. Il pianeta si salva (solo) così. Semplicemente.
Vostro "Fino all'ultimo respiro" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
04/07/2007 -
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