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The Police
Al Live Earth si salvano solo i Police
9/07/2007
di
Morrisensei <
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Per ingannare il tempo in attesa dell'ultimo grande concerto della stagione. La televisione è una palla di fuoco. La temperatura esterna incalcolabile. Il Live Earth una passerella sudata ed improponibile. MTV regala la diretta, condotta in un indimenticabile salottino milanese, dai soliti volti smorfiosi che ospitano alcuni grandissimi personaggi (Morgan). E' un susseguirsi di palchi, di città, di gente, di slogan, di filmati, di impressioni a caldo. E' uno spettacolo mediocre. Senza ironia. Tutto molto triste. Come il playback dei Nunatak in mezzo all'Antartide. Una band di sfigati che fa finta di suonare inghiottita dalla neve e dal nulla. Come il playback di una piccola orchestrina cinese che esegue classici menando caratteristici strumenti a corda. Come il pubblico di Amburgo che, sotto la pioggia, sbava e acclama il culo e le tette di Shakira che passa tutto il tempo della sua esibizione a sbattere in faccia ad un rapper-rasta di colore. Supportata da una band misto-trend-col ciuffo la colombiana sa il fatto suo. Sa come arrapare quattro crucchi infreddoliti che sono lì proprio per salvare il pianeta. Per salvare crediamo più f(o/i)che possibili. Da Washington dopo un discorso di Al Gore ecco Garth Brooks, notissimo artista country, dotato di cappellone e adipe alcolico a rimorchio, che esegue probabilmente un classico dei classici della tradizione iuesei aiutato da tre coriste sfatte che hanno, comunque, più voce di lui. A Wembley arrivano i Razorlight anonimi come una lettera minatoria. Di seguito gli Snow Patrol anemici figliocci dei Coldplay che riscuotono un enorme successo grazie a dei brani tanto stucchevoli quanto dolciastri da far venire una forma di diabete fulmineo. A Tokyo è la sagra dell'hip hop. Il carrozziere Xzbit sputa e riversa riottosi versi a degli increduli nipponici troppo composti per essere veri. Quindi arriva Snoop Dogg vestito da cafone supersonico. Ma è nulla pensando ai Genesis a Wembley (nome bannato su queste pagine ma... perdonerete la licenza d'urgenza poetica). Al cospetto di un sole canicolare le mummie ci danno dentro come farebbe un ottuagenario con una pornostar sotto le lenzuola. Phil Collins è il fratello di Robin Williams. Rutherford una salma. Sul resto meglio lasciar perdere. Le loro canzoncine. Ripeto le loro canzoncine sono così impalpabili che viene da rimpiangere il culo di Shakira. Assistere ad una versione allungata di "Invisible Touch" è esperienza da raccontare ai posteri come esempio negativo da non seguire. Una lagna infinita. Un gruppo fantasma. Vergognosi. Non si può dire lo stesso dei riformati Police (ad ottobre unica data italiana a Torino). Sapete cosa penso delle riunioni conventicolari da scopa e tresette. Ma Sting (palestrato) è uno spettacolo sentirlo cantare e saltare come un bambino. Andy Summers, seppur sia anagraficamente da buttare nel cesso, è un maestro d'armi prezioso. E poi l'animale alla batteria. Un immenso Stewart Copeland dotato di mezzi guantini e fascia da tennista è ancora un musicista GROSSO. Grossissimo. Il miglior gruppo tra i 150 passati in questa devastante kermesse. Ma è troppo poco. Troppo poco per salvare il pianeta. Un Morgan pallidissimo, inguardabile, spocchioso, con i capelli unti e sdraiato come fosse su un triclinio nel frattempo racconta che da tempo non butta più la stagnola dei pacchetti di sigarette fuori dal finestrino della macchina. Su consiglio di un'amica che ringrazia commosso ha fatto questo grande passo che per lui significa contribuire a dare una mano a questa Terra malandata. Un genio. Chiudo così. Genuflesso.
Vostro "This Land Is MY Land" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
09/07/2007 -
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