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La mia vita è un disastro. E l'estate non aiuta la ricostruzione. Il nutrimento è ridotto a secchi di tamarindo, cappuccino caldo come aperitivo, acqua e tanta frutta. Troppa. Ma il cibo è ormai un optional. O forse non è mai stato di serie nell'organismo. La televisione è un polveroso soprammobile da tempo reso inoffensivo. La piccola utilitaria, di bianco vestita, sembra essere divenuta un divertente pungiball calamitato se è vero che in meno di due mesi gli sono franati addosso due attentissimi automobilisti figli di madre assai ignota. La parola "condizionata" non fa parte del vocabolario personale (comunque ridotto al minimo indispensabile per la sopravvivenza) e devo dunque sottomettermi alla legge della canicola. Quotidianamente. Così semplicemente azzerato negli intenti e nelle proposizioni programmatiche di una vita altresì anormale e (de)stabilizzata. Non mi balocco tra i ricordi. Non ho voglia neanche di soppesarli. A quattro giri di boa dai quaranta indosso shirt dei Ramones, dei PIL e dei QOTSA e non ho, sfortunatamente, ancora trovato la taglia giusta per una degli MC5. Le mie dimore sono tappezzate di cimeli musicali. Poster, foto autografe, pass, biglietti, flyer, locandine, memorie professionali, copertine, dischi, bacchette di legno, stralci, strappi, pezzi, giornali, riviste. Cumuli che a volte sembrano macerie. Ruderi. Che segnano il tempo che passa. La spia segnala rosso fisso. Ma le giornate più malinconiche vengono via via vinte dalla musica. Dal suono. Dagli odori evocati. Dal rock'n'roll che salva la vita. Sveglia alle 6.30. Alle 7.00 in macchina c'è bisogno di potenza. Di watt che fanno tremare gli sportelli (sapete di cosa parlo se avete le casse incastonate là sotto). "Misfit Love" dei QOTSA il primo brano che apre la giornata ormai da almeno mezzo mese. Qualche altro lurido macigno californiano. Quindi rispolvero con piacere l'emo dei disciolti Promise Ring. Mentre scorrono sui fianchi automobilisti assonnati, già incazzati, obnubilati dal nulla che di lì alle prossime sette ore li accompagnerà sui luoghi di lavoro. In mezzo alla mattinata preferisco i Pulp. Dopo pranzo viaggio sulle onde dei Moose (proprio guardando suonare Russell Yates che fu coniato il termine shoegaze) e sui migliori Cure di sempre quelli di "Kiss Me Kiss Me Kiss Me". Quindi una terribile serialità cantautorale ferale (Drake, Buckley, Smith) e quando la notte sopraggiunge la ruota torna al punto di partenza. Stooges e MC5 per l'allegro vicinato. Dovrei fermarmi. Ma perchè risparmiarsi? Il cielo, il cuore, le stelle e il vento sono sempre allo stesso posto. E loro non si risparmiano affatto.
Vostro "Go with the flow" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
11/07/2007 -
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