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The Police
I Police ritornano in Italia
26/09/2007
di
Fabrizio Biffi
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C’è una attesa crescente e silenziosa per il ritorno in Italia dei Police, uno dei gruppi “normali” che hanno fatto la storia del rock lasciando una traccia indelebile in moltissimi artisti e in migliaia di gruppi musicali che hanno tentato di imitarli. Per alcune logiche facilmente intuibili, i Police, dopo ben 23 anni, hanno deciso di tornare ad esibirsi insieme sullo stesso palco. Dal 29 agosto sono in concerto in giro per l’Europa. L’innumerevole serie di sold out che li precede testimonia che il loro successo del passato si ripete e si estende ancora di più. Ma perchè i Police si sono sciolti e dopo tutti questi anni hanno deciso di tornare a fare musica insieme? In una recente intervista sulla rivista Rolling Stone, Sting, Summers e Copeland hanno raccontato le vicende che li hanno portati ad intraprendere strade diverse nel 1984 e le motivazioni della loro riunione nel 2007. Nel 1984 i Police erano arrivati al culmine del loro successo, erano sicuramente il miglior trio rock del momento. Il loro ultimo album, Synchronicity, era stato per 17 settimane il numero uno delle classifiche. Ma i Police non hanno vissuto molto bene tutti questi successi e questa popolarità: i litigi erano all’ordine del giorno. Summers, nella sua biografia, One train later, uscita nel 2006, ricorda un’esplosione d’ira durante le registrazione di Ghost In The Machine: “Sting andò su tutte le furie con me, mi sputò tutti gli insulti possibili e poi ci lasciò in quella stanza, pallidi e sotto shock”. Erano passati in fretta i bei tempi in cui i Police erano un gruppo unito ed equilibrato. I litigi erano sempre più frequenti soprattutto da quando Sting iniziò ad affermarsi come autore. Quello che era un trio divenne la maggioranza di uno solo. “Parte della frustrazione era dovuta al fatto che Stewart [Copeland] e Andy [Summers] volevano scrivere” ricorda Sting, ma a lui spesso non piacevano le canzoni proposte dai compagni. E giù con le discussioni e gli insulti. Il leader del gruppo capì che aver venduto milioni di album nel mondo ed essere diventato incredibilmente famoso non lo aveva reso felice. La felicità era da qualche altra parte e per scoprirla doveva uscire dal gruppo. Dopo tutti questi anni e i grandi successi di Sting come solista, qualcosa ha spinto i Police a rimettersi in gioco. L’idea di questa reunion non aveva convinto inizialmente Sting. Ma il cantante e bassista del gruppo era arrivato a un punto di “non ritorno”: “Non volevo fare ancora un altro album con il liuto” ha affermato riferendosi a Songs From The Labyrinth. “A farmi decidere fu il pensiero: «Che cosa può sorprendere la gente?»”. Ora i Police tornano a cantare e suonare sullo stesso palco anche se Sting non è ancora coinvolto emotivamente nell’idea, ma è più preso dall’idea di rafforzare i legami con Summers e Copeland. “Loro mi piacciono di più adesso” riprende parlando dei compagni, “è diverso da venti, trent’anni fa. Ora siamo capaci di navigare meglio. E rimanere amici”.
Articolo del
26/09/2007 -
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