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ZZ Top
Riflettori sul Texas, autentica fucina di gruppi e talenti
10/10/2007
di
Morrisensei <
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Avremmo voluto dedicare al Texas uno speciale lungo una Quaresima. Poi ci siamo detti che a noi la Pasqua fa schifo. Quindi argomenteremo dello stato che si rese indipendente dal Messico nel 1836 su queste righe in bianco e nero che rispondono come spazio "editoriale". Per l'occasione indosso un cappello da cowboy. Stivali di rattlesnake. Fibione a chiudere un jeans aderente. Chiavi in bella mostra di un mega pick up impolverato. E l'inevitabile poster di Walker "Chuck Norris" Texas Ranger attaccato dietro la porta. In questa invidiabile scenografia parleremo del 28esimo stato americano in chiave ovviamente musicale. Autentico caso. Autentica fucina di gruppi e talenti. Vi siete mai dati una spiegazione? Vi siete mai chiesti come mai da città come Abilene, Amarillo, Corpus Christi, El Paso, Fort Worth, Houston, Dallas, Austin (conosciuta peraltro come The Live Music Capital Of The World), Port Arthur, San Antonio (conosciuta peraltro come Nashville Of Tejano Music, mah!)... fuoriescano da tempo formazioni da tre a cinque stelle? Restringiamo il cerchio agli ultimi anni. Non tiriamo in ballo i pionieri (13Th Floor Elevators, Buddy Holly, Waylon Jennings, Roy Orbison, ZZ Top, Steve Earle, Townes Van Zandt e molti altri), la gloria nazionale Steve Ray Vaughan, il movimento blues, la maestria del folk di Phil Ochs o il seminale Ornette Coleman. Mettiamo invece sul tavolo verde gente come At The Drive In (Sparta e Mars Volta vengono di conseguenza): dunque El Paso. Le rarefazioni dell'anima degli Explosions In The Sky e le cavalcate dei Trail Of Dead: dunque Austin. La geniale trasversalità dei Butthole Surfers: dunque San Antonio. Ma ancora i Toadies, i Tripping Daisy, il collettivo dei Polyphonic Spree, gli Spoon e gli oscuri I Love You But I've Chosen Darkness. Ma l'elenco potrebbe continuare ancora per molte "cartelle". Sarà l'odore del sole. Sarà l'odore dell'aridità. Sarà la tradizione bluesy che scorre nel sangue. Sarà che il Texas, e Houston in particolare, ha dato i natali anche a Beyonce. Sarà per quello stacco di gambe. Sarà solo un caso. Ma il Texas è più al centro del mondo di quanto si pensi. Basta guardare bene.
Vostro "Apache" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
10/10/2007 -
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