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Brit-Pop
Brit-Pop, a volte ritornano (o non se ne sono mai andati)
13/11/2007
di
Morrisensei <
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A che punto siamo? Vi state certamente chiedendo: quando toccherà al brit pop? Di essere revivalizzato. Riesumato. Rispolverato. Quando? Andiamo per gradi ed analizziamo la prima ondata del movimento post-shoegaze che può essere datata tra il 1993 ed il 1997. Scena che contava meno di trenta band e altrettante strettamente correlate. Alla fine di questo editoriale forse capirete perchè a breve torneranno più o meno tutti e perchè non c'è assolutamente bisogno di parlare di revival. Gli irlandesi Ash continuano la loro onesta carriera. I Verve sono riuniti e pronti al nuovo decollo (il terzo se la memoria non inganna). Stesso dicasi per i "minori" Shed Seven. Gli Oasis hanno già disponibile un nuovo singolo e sembrano non risentire del tempo che passa e della voce andata del Gallagher frontman. I Supergrass sono attesi nel 2008. I Suede rivivono nel sempre fascinoso flavour del Brett Anderson solista. Discorso identico per il cammino di Jarvis Cocker. I mod-oriented Ocean Colour Scene non hanno mai gettato la spugna. Lo si vada a dire a Neil Hannon e alla sua creatura Divine Comedy. La telenovela Blur è nota a tutti. Con o senza Graham Coxon torneremo ad ascoltare Albarn e soci. Poi ci sono alcuni membri di formazioni dissolte che sono rimasti nell'ambiente. Come ad esempio il chitarrista Simon White dei Menswear divenuto manager di gruppi quali Bloc Party, Engineers e Fields. I Marion (quelli provenienti da Macclesfield... vi dice niente Ian Curtis?) si sono riformati all'inizio del 2006. I simpatici Dodgy di "Good Enough" hanno appena pubblicato il live album "So Far On 3 Wheels-Dodgy On The Radio". Nessuno forse se ne è accorto ma i Northern Uproar sono rivampati lo scorso anno e nel luglio appena passato hanno dato alle stampe "Stand And Fight" terzo album a dieci anni di distanza dall'ultima testimonianza. Pearl Lowe cantante dei Powder è in giro con un album solista. I liverpooliani The Real People (dichiarata influenza degli Oasis e probabilmente una delle prime band ad essere etichettata come brit pop) si sono ritrovati per alcuni show negli ultimi due anni, non ultimo un supporto estivo ai Pretenders. I mai troppo incensati Cast (ex The La's) hanno invece frammentato i loro membri (non è esclusa però una clamorosa rentrèe): John Power ha realizzato due lavori solisti e rivampato i La's mentre Peter Wilkinson si è unito per alcuni tour anche agli Echo & The Bunnymen. Vale il discorso anche per i Gene. Gli epigoni degli Smiths vedono Roy Wilkinson curare gli interessi dei British Sea Power, Snake Newton dedicarsi al missaggio per artisti quali Duran Duran piuttosto che Snow Patrol, Steve Mason e Matt James hanno formato i Palace Fires nel 2006 mentre il cantante Martin Rossiter sta preparando un album tutto suo. Inutile citare poi i Manic Street Preachers e gli Stereophonics tra alti e bassi ma comunque beati sulla cresta dell'onda. Convinti? Nessun movimento è mai finito veramente. Tutto si muove. Sempre. Basta solo aguzzare la vista e l'udito. Siete in grado?
Vostro "Spitfire" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
13/11/2007 -
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