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"Tanti auguri Adriano", il mondo della musica festeggia il supermolleggiato che oggi spegnera' le 70 candeline. Tra i tanti amici, quelli di vecchia data che con Celentano hanno condiviso i tempi difficili degli esordi, tra sodalizi che durano e rancori mai sanati. "Ad Adriano - ha detto Little Tony all'Adnkronos- auguro tanta serenita', i suoi anni se li porta benissimo, certo se avesse il ciuffo come il mio sembrerebbe un giovanotto, provero' a chiamarlo per fargli gli auguri di persona ma non sara' facile, al massimo parlero' con sua moglie Claudia. Se dovessi raccontare tutto quello che ho vissuto con Adriano ci vorrebbero almeno tre giorni. Era il 1956 quando conobbi Adriano Celentano. All'epoca mio fratello Enrico suonava la chitarra ed era un 'enfant prodige', cosi' Adriano lo noto' subito e gli chiese di lavorare con lui". "Io non sapevo che ci fosse un altro cantante di rock'n'roll - continua scherzando Little Tony- Adriano ci porto' a casa sua e ci fece ascoltare il suo primo disco, 'Tutti i frutti', cantato in un inglese praticamente inventato e, sia io che mio fratello lo trovammo veramente brutto. Io e Celentano siamo stati due rivali ma ci siamo sempre rispettati. Adriano nella sua carriera ha fatto cose geniali, il suo modo di intrattenere il pubblico e' ineguagliabile, l'unica cosa che avrebbe dovuto fare e che, per sua volonta', non ha fatto e' quella di farsi conoscere anche negli Stati Uniti dove avrebbe avuto sicuramente un enorme successo". "Celentano -conclude l'interprete di 'Cuore Matto'- ha saputo gestire bene la sua immagine, riuscendo ad avere, alla soglia dei 70 anni, un pubblico di ben nove milioni di spettatori incollati al video per seguire la sua ultima apparizione televisiva".
Un altro artista che ha conosciuto il Celentano che muoveva i primi passi nel mondo della musica e' stato Ricky Gianco, che lavoro' con lui durante il periodo del clan. "Per il suo compleanno - ha detto Ricky Gianco- voglio dire ad Adriano, a parte naturalmente gli auguri, di rimettere qualche ponte tra la sua casa e il mondo che lo circonda, per un artista creativo e geniale come lui isolarsi fa perdere il contatto con la realta', non lo chiamero' perche' non ho il suo numero ma spero di incontrarlo piu' spesso anche se e' piu' facile incontrare il Papa che lui". "Passavamo giorno e notte da soli a scrivere, a incidere e a fare copertine -ricorda Ricky Gianco- ero un giovane ribelle e il mio carattere ando' presto a scontrarsi con quello non certo facile di Adriano. Cosi' ci separammo ma siamo sempre rimasti in buoni rapporti, ogni volta che lo incontro lo abbraccio affettuosamente, non posso portargli rancore, a lui devo tanto e percio' lo ringrazio ancora per quello che ha fatto per me".
I settantant'anni di Celentano riportano a galla, per Don Backy, una vecchia ruggine con il molleggiato che risale al tempo del clan e alla defezione dell'artista toscano dal gruppo nel 1968 per motivi legati ai diritti d'autore. "Sono quarantacinque anni che non parlo piu' di Celentano, tutto quello che avevo da dire, di bello e di brutto, l'ho scritto sul mio libro, per me e' un capitolo chiuso che vorrei dimenticare, ma -dice infastidito Don Backy all'Adnkronos- se proprio devo, dico ad Adriano auguri, tra poco anche io faccio settant'anni ma non credo che a qualcuno gliene freghera' qualcosa". (Toa/Ct/Adnkronos)
Articolo del
05/01/2008 -
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