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E’ la notizia che non avremmo mai voluto darvi. La polizia di Ann Arbour, Detroit, ha ritrovato morto, sdraiato sul divano di casa, Ron Asheton, il leggendario chitarrista degli Stooges. Henry McGroggan, il tour manager della band, aveva cercato invano di mettersi in contatto con lui nei giorni appena precedenti. Preoccupato dal fatto di non ricevere risposta si è rivolto al Coroner di Ann Arbour ed il detective Jim Stephenson che hanno fatto irruzione nella casa di Ron. Sembra che si sia trattato di arresto cardiaco. Fra gli ultimi ad averlo visto vivo è stato Scott Morgan, il vocalist della Sonic’s Rendez Vous Band che era stato da lui a cena per la vigilia di Natale. “Stava piuttosto bene”, ha dichiarato, “Niente abusi di alcol o di droga. Ne era fuori da diversi anni ormai”.
Ron Asheton era nato il 17 Luglio del 1948, aveva quindi da poco compiuto 60 anni. Ron segue a pochi anni di distanza la sorte di Art Collins, lo storico manager della band, morto anche lui per un attacco cardiaco, persona squisita che si era adoperato per ricomporre i dissidi fra Ron ed Iggy e rimettere insieme gli Stooges. Ron Asheton, insieme al fratello Scott e a Iggy Pop avevano formato insieme gli Stooges nel lontano 1967. Dopo una carriera breve ma quanto mai intensa, che aveva portato a dischi come “The Stooges”, “Funhouse” e “Raw Power”, il gruppo scivolò lungo il sentiero dell’autodistruzione e della droga pesante, e si sciolse. Ultima testimonianza di quella fase è un album live come “Metallic K.O.” dove la disperazione ed il malessere esistenziale si mescolano a sonorità distorte ed assordanti. Ron Asheton è stato l’artefice dei riff di chitarra di brani epocali come “I Wanna Be Your Dog”, “No Fun” e “Down On The Street” e – secondo un sondaggio effettuato dalla rivista Rolling Stone - era al posto n° 29 fra i 100 migliori chitarristi di sempre. Finita l’era degli Stooges, Iggy aveva intrapreso la carriera solista mentre Ron aveva formato diversi gruppi locali, formati da gente “dura e pura”, disposta a proseguire il discorso. Nascevano così i New Order e i Destroy All Monsters, dove Ron supportava alla chitarra Niagara, nota vocalist del giro underground di Detroit. Solo nel 2003 Ron e Scott Asheton si incontrarono nuovamente con Iggy, parteciparono a “Skull Ring”, il suo album solo, per poi scrivere insieme “The Weirdness”, album prodotto da Steve Albini, che fu pubblicato nel 2007. Malgrado i frequenti litigi, l’ultimo dei quali causato dall’esibizione degli Stooges sul palco insieme a Madonna, Ron ed Iggy erano buoni amici. Iggy si è chiuso nel silenzio assoluto. “Sono sotto shock“, ha detto, “Era il mio migliore amico”. Gli Stooges come gruppo hanno rilasciato un breve comunicato, dove si parla di lui come un fratello, come un soldato del rock and roll, come un amico ed un musicista insuperabile ed insostituibile. Era un Dio della Chitarra - continuano gli altri Stooges – onesto e sincero, siamo felici di aver condiviso con lui i momenti belli e i momenti brutti di una vita trascorsa on the road, sempre in tour, dopo la recente reunion.
Forse adesso è davvero la fine degli Stooges, il 6 gennaio sarà ricordato come un giorno triste per quanti di noi si sono identificati con il suono della sua chitarra, così malevola e pesante, per chi vi scrive che ha avuto modo di conoscerlo nel backstage del Yellow Party di Melpignano, Lecce, non molto tempo fa. Era attratto dal Convento Agostiniano accanto al palco, non certo dalla mondanità dell’ after show, a cui non ha voluto partecipare. Era timido,schivo, legato anima e corpo ai primi anni Settanta, a disagio senza la sua giacca militare, che indossava ad ogni concerto.
Riposa in Pace, Ron. Noi non dimenticheremo.
Articolo del
06/01/2009 -
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