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Arpeggi ai limiti dell'impossibile misti alle melodie malinconiche del blues e al folk, crescendo in un vortice psichedelico fino a raggiungere un rock possente e mai udito prima. Era il 12 gennaio del 1969 quando i Led Zeppelin salivano con prepotenza il primo gradino della scalinata verso l'Olimpo della musica, dove avrebbero trionfato come una delle rock band migliori di tutti i tempi. Quel giorno di quaranta anni fa uscì il loro primo disco, intitolato solo 'Led Zeppelin', un nome che rimanda a un dirigibile fatto di piombo, una contraddizione che ben voleva sintetizzare il loro obiettivo musicale. E anche la copertina di quel disco è entrata nella leggenda: la rielaborazione di un fotogramma del disastro dello Zeppelin LZ 129 Hindenburg avvenuto il 6 maggio 1937 crea un'immagine forte e riconoscibile, preludendo all'amore del gruppo per la simbologia. Il disco e' un misto di canzoni vecchie e nuove, alcune dei New Yardbirds, il nome del gruppo prima della trasformazione in Led Zeppelin, ma gia' formato dalla chitarra di James Patrick Page, dalla voce di Robert Plant, dal basso di John Paul Jones e dalla batteria di John Bonham.
L'elemento forse piu' innovativo del disco d'esordio è il suo suono particolare, dettato dal modo in cui e' stato registrato. L'intenzione di Page era di riprodurre il sound di un concerto dal vivo, per questo l'album fu registrato rapidamente, concentrando le esecuzioni e riducendo al minimo le sovraincisioni, tanto che in sole trenta ore il disco fu pronto.
'Led Zeppelin I' e' alla ventinovesima posizione nella classifica dei 500 migliori album della rivista americana 'Rolling Stone'. L'album inizia con un rock 'n' roll duro e veloce, 'Good Times, Bad Times', dello stesso genere di 'Communication Breakdown'. Affianco a questi brani possenti c'e' una serie di pezzi blues e psichedelici: 'You Shook Me', registrato da Muddy Waters nel 1962, e 'I Can't Quit You Baby?', pezzo inciso nel 1956 da Willie Dixon.
In tutti gli album dei Led Zeppelin ci sono rielaborazioni di vecchi riff blues, fatto che e' costato loro varie accuse di plagio e cause in tribunale. La canzone piu' importante dell'album, però, è 'Dazed and Confused', con un leggendario assolo di Page suonato con un archetto da violino, che dal vivo poteva essere dilatato per oltre mezz'ora. 'Babe I'm Gonna Leave You' e' la riscoperta di un brano folk tradizionale da parte di Page, reso innovativo dalla voce di Robert Plant. Ecco poi le suggestioni di 'Your Time is Gonna Come' e i suoni di 'Black Mountain Side', per chiudere con un altro brano vigoroso: 'How Many More Times'.
L'album ottiene il disco d'oro il 22 luglio 1969 e raggiunge in Inghilterra il sesto posto, restando 79 settimane in classifica, mentre negli Stati Uniti arriva alla decima posizione e rimane in classifica per 50 settimane. E' l'inizio di un successo che avrebbe portato i Led Zeppelin sempre piu' lontano, a ricevere un totale di 10 dischi d'oro e 90 dischi di platino, oltre ad almeno 4 dischi di diamante, per i loro nove album ufficiali. Nel 2004, i Led Zeppelin si sono classificati al quattordicesimo posto nella classifica dei 100 migliori gruppi musicali della storia secondo 'Rolling Stone' e nel 2005 'Stairway to Heaven' è stato eletto 'miglior assolo di tutti i tempi' dai lettori della rivista 'Guitar world'. Il gruppo si sciolse nel 1980 in seguito alla morte del batterista John Bonham, ma e' tornato a riunirsi in rare occasioni. L'ultimo concerto, con il figlio di Bonham, Jason, alla batteria, si e' tenuto alla O2 Arena di Londra il 10 dicembre 2007 per la gioia di migliaia di fan in delirio. (AGI)
Articolo del
12/01/2009 -
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