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Astoria Theatre
Chiude anche il "Rolling Stone" di Milano, dopo quasi 30 anni
3/02/2009
di
Morrisensei <
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La crisi. La recessione. Il declino. La superficialità nei confronti della musica. Il disinteresse. La non cultura. La regressione. L’ignoranza. Il business. La burocrazia. I problemi insormontabili. Mettetela un po’ come più vi aggrada. Ma l’irreversibilità di un processo anti-musica sembra non avere fine. Milano più di ogni altra città. Forse. Fatto sta che tutto gira intorno ad una parola magica: “licenza”. E ancora, agibilità per far ballare la gente, SIAE, rumori, alcolici, ordine pubblico. Milano che fino a qualche anno fa era il fulcro nazionale della musica live e non solo si ritrova a dover registrare chiusure e cambiamenti. Il Rocket è destinato alla chiusura. Fuori campeggiano cartelli che ricordano che è vietato ballare! Il Plastic molto probabilmente perderà la licenza per la musica dal vivo. La stessa cosa che è successa in queste ore al Traffic di Roma. E che per ben due volte, sempre nella capitale, aveva colpito l’INIT. Tornando a Milano, anche il Magnolia è a rischio licenza per colpa di un cinico meccanismo che vuole che ogni cinque anni la provincia riapra il bando per la gestione dell’intero complesso.
Ora è ufficiale. Dopo quasi 30 anni chiuderà anche il Rolling Stone. Lo storico club di Corso XXII Marzo lascerà il posto ad un edificio (palazzone) di dodici piani! Un contratto d’affitto divenuto troppo caro e dunque impossibile da rinnovare. Enrico Ravelli, manager del locale, assicura che il club sopravviverà altrove. Forse in Via Rubattino, forse in zona Mecenate.
Milano come Londra. Non vanno certamente meglio le cose nella città britannica che per i lavori di ampliamento della metropolitana ha detto fine al leggendario Astoria e al Metro Club di Oxford Street. Ma non solo. Serrate forzate anche per Turnmills, The Cross, Canvas, The Key e The End. Senza contare la crisi cronica che sta facendo chiudere decine di negozi di dischi.
Tutto il mondo è paese. Fatto sta che in Italia la situazione, già precaria storicamente, sta ormai raggiungendo lo stato d’allerta. Alzare la voce potrebbe non bastare più.
Vostro “Like A Rolling Stone” Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
03/02/2009 -
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