|
Penultima serata: regolare frenesia e l'attesa presenza di Hugh Hefner di Playboy, insieme alle sue 'conigliette'. Ospite musicale, l'artista olandese Alain Clark, il cui album d'esordio è uscito proprio ieri in Europa. Salgono sul palco anche Stefania Rocca ed Emilio Solfrizzi, a consacrare il successo di "Tutti pazzi per amore", la fiction Rai adorata dal pubblico televisivo. Eterogeneità di stili, di realtà, di mondi che si coagulano diventandone uno solo che prende vita attraverso il palco dell'Ariston. Il messaggio commosso di Bonolis che lancia il progetto 'Adotta un angelo', promosso dal Ce.R.S. (Centro Ricerche Studi) ONLUS per i bambini diversamente abili. Questa volta duetti meno eleganti di quelli della serata precedente, ed anche meno comunicativi, a parte qualche eccezione: paradossalmente più viscerale e radicale, la versione acustica del brano di Povia, che attraverso il sostegno dei disegni di Alessandro Matta e l'accompagnamento scarno - ma mai così giusto e congeniale - di una semplice chitarra, ha saputo convincerci molto di più che nelle precedenti serate. Una serata che spettava principalmente alle nuove proposte, poichè proiettata alla proclamazione del vincitore di queste ultime, ma che si è poi evoluta in una successione di duetti big un po' simili tra loro e neanche poi così convincenti. Bonolis, caposaldo dell'evento, si rivela sempre più lucido e padrone del palco - indubbiamente alla sua portata -, sino ad improvvisarsi nuovamente cantante e divertirsi con l'orchestra, nell'attesa dell'arrivo dell'agognata busta contenente gli artisti passati alla finale di stasera, 21 febbraio. Eliminati, con evidente dispiacere dello stesso conduttore - e fischi eloquenti, a dichiarare anche il dissenso del pubblico in sala - , Dolcenera e Gemelli DiVersi. Un Sanremo un po' meno classico, è vero, ma alla fine si torna sempre alla scelta delle solite canzoni difficilmente vendibili che sopravvivono solo grazie all'eco dell'importanza di una rassegna di questa portata. Vincitrice delle nuove proposte 2009, 'Sincerità' , quasi a far da romantica metafora all'omonimo valore di cui forse si avrebbe bisogno per risollevare un po' le sorti di una musica italiana ormai troppo appesantita ed insabbiata, ma soprattutto stanca persino di sè stessa. E chissà che Arisa non sia l'emblema dell'inizio di una svolta musicale fatta di freschezza, originalità, e di un pubblico che - come a Sanremo - batte le mani divertito, canticchiandone la spensieratezza ed, appunto, la sospirata sincerità.
Articolo del
22/02/2009 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|