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Finisce il Festival, in un'orda di polemiche eco e riscontri positivi tanto quanto negativi, come ogni speciale evento che si rispetti. Un festival contestato, apprezzato, odiato, criticato e ragionato. Ragionato perchè reso concreto e vivo dal Bonolis super-conduttore che ha saputo convincerci anche nei panni di direttore artistico, forse molto di più di quanto abbiano fatto le canzoni in gara, in un paradosso che vede rientrare l'Albano nazionale e la Dolcenera amata dai giovani - nonchè potenziale vincitrice del festival - lasciare l'Ariston inaspettatamente nella delusione del pubblico televisivo e non. Il festival della comunicazione oltre che della musica, della letteratura sprigionata a suon di versi recitati, dell'arte decantata in varie forme, dei momenti pacifici tanto quanto ruvidi. Perchè il festival è così, un po' sanguigno e ridipinto, un po' rinnovato, ma sempre un po' stinto. Come sempre. Vince Marco Carta, sbalordendo le aspettative e deludendo gli appassionati dei classici. Vince Carta e che sia un 'giovane' ad essere proclamato vincitore, non è mai male. Purchè la musica giovane si evolva nel giusto modo e nella sincera adrenalina che rappresenta. Carta potrà anche essere odiato dai più, causa l'ostentata trasmissione 'Amici' che l'ha proclamato per prima vincitore. Però lo stampo internazionale c'è, nel brano e nel suo stesso timbro 'sabbioso'. Potrà non piacere, sì, ma il succo c'è, e la resa live anche. E a dirla tutta vince anche l'onnipresente Maria De Filippi e la suddetta trasmissione 'Amici' che ha rinconfermato vincitore uno dei suoi pupilli di punta. Buoni gli ascolti, buona sostanzialmente la trasmissione in sè, buono il lavoro in generale, a dirla tutta più sostanzioso e meno raggrumato del solito, sebbene ovviamente costretto nella sua aura di classicità stabile cui si trova a piegarsi puntualmente - vedi gli Afterhours non capiti, a ricordarci i Bluvertigo di un tempo e il loro 'Assenzio' relegato agli ultimi posti delle classifiche. L'importante è che la musica cresca, e che lo faccia davvero, ma positivamente, e senza sopravvivere nei limiti opprimenti di un festival che tuttavia stavolta ha saputo soddisfarci di più delle precedenti e di cui il primo vincitore è sicuramente Bonolis.
Articolo del
22/02/2009 -
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