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I riflettori tornano ad accendersi su Lucio Battisti, il mitico Lucione nazionale, a parere di chi scrive l'unico artista italiano insieme a Mina e forse a Franco Battiato in grado di reggere botta rispetto ai pesi massimi anglosassoni del pop. L'occasione è la pubblicazione - in data odierna - di un nuovo libro per la benemerita collana "Tracks" dell'editore No Reply, stavolta dedicato all'album che Battisti pubblicò nel 1974, "Anima latina". Il volume (di 400 pagine Euro 14.00) è scritto dall'ottimo Renzo Stefanel, già autore di "Ma c'è qualcosa che non scordo. Lucio Battisti. Gli anni con Mogol", analisi della poetica di Lucio e Mogol pubblicato lo scorso anno per Arcana. Stavolta Stefanel si focalizza su "Anima latina", ritenuto il punto di rottura di Lucio Battisti rispetto alla precedente produzione ed uno dei suoi dischi più ambiziosi. Un lavoro complesso, tuttavia compreso dal pubblico: rimase per ben 65 settimane in classifica.
Il libro analizza il disco brano per brano attraverso interviste esclusive a musicisti, a tecnici, tra cui all’autore della copertina Caesar Monti, ovviamente a Mogol nonchè a: Alberto Radius, Mario Lavezzi, Mara Cubeddu, Gianni Dall'Aglio, Bob Callero, Gian Piero Reverberi, Massimo Luca, Toni Esposito, Gianfranco Manfredi, Eugenio Finardi, Claudio Pascoli, Renato Marengo e molti altri. Sono inoltre stati interpellati i fans "indie" del disco: Amari, Dente, Annie Hall e Granturismo.
Un’opera che rivela notizie inedite (ad esempio l’album avrebbe dovuto essere doppio) e aneddoti sorprendenti capaci di fare assaporare i primi anni Settanta. In definitiva, un libro unico, approfondito e appassionante, per scoprire tutti i segreti e i retroscena di un album fondamentale nella storia della musica italiana. Come ebbe a dire a suo tempo Mogol: "Anima Latina è un superdisco".
Articolo del
04/03/2009 -
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