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Iggy Pop
Esce il 2 giugno ‘Préliminaires’, il disco jazz di Iggy Pop
28/03/2009
di
Morrisensei <
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Appena è uscita la notizia, la solita informazione musicale un po’ provincialotta/un po’ banalotta, si è subito sperticata in “lanci” di estrema sorpresa. Di estremo clamore per il nuovo progetto di Iggy Pop che lo vuole dirigersi verso lidi jazz. Ma nella musica tutto torna sempre. Perchè il quasi 62enne immarcescibile artista di Muskegon, dal jazz e con il jazz ha avuto degli importanti legami in passato. Come quando con 19 cents in tasca se ne andò a Chicago dove una delle prime persone incontrate fu Bob Koerster che gestiva il locale Jazz Record Mart. Dunque il blues di quella città cardine ma anche il free jazz. L’improvvisazione alla base degli Stooges. Alla base delle distorsioni. Albert Ayler o Archie Shepp poco importa. Ritmi avant-jazz fusi al rumore. Al noise. Alle lacerazioni. E poi il sax di Steve Mackay. Tutto torna.
Lasciando da parte le bocche spalancate e gli occhi sgranati, registriamo l’ennesima avventura di un monumento. Ripulito, trasfuso, imbalsamato, deteriorato, disintossicato, rinvigorito, magnificato, idolatrato. Il 2 Giugno la Astralwerks pubblica ‘Préliminaires’, musica scritta per dare vita alla novella del 2005 “The Possibility of an Island” di Michel Houellebecq. “I read the book with intense pleasure when it came out and, in my mind, I created music that would have been the music that I would hear in my soul when I read it”. Il disco è stato registrato tra Woodstock e Miami, prodotto da Hal Cragin, e nato nella solitudine di una piccola casa sul fiume, dove Iggy Pop ha iniziato a comporre con la sua vecchia chitarra di legno.
“At one point, I just got sick of listening to idiot thugs with guitars banging out crappy music. I’ve started listening to a lot of New Orleans-era, Louis Armstrong, Jelly Roll Morton type of jazz, and I’ve always loved quieter ballads as well. There are some guitars on the album. Only one song is vaguely raucous; three have jazz-like instrumentation”.
Il visual per il packaging dell’album è stato creato dalla scrittrice/grafica Marjane Satrapi che aveva incontrato per la prima volta Iggy Pop all’epoca di “Persepolis”, quando chiese all’iguana di dare voce ad un personaggio del film.
Vostro “Persepolo” Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
29/03/2009 -
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