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Che ti combina il vecchio Bob Dylan? Mentre tutto il mondo è concentrato sull'uscita di "Together Through Life", nuovo album che uscirà il 27 aprile, attenta ancora a sorpresa al nostro portafoglio facendo uscire le nuove versioni rimasterizzate e in digipack (ma solo in CD e non in SACD come le precedenti ristampe) di "New Morning" del 1970, del live con la Band ("Before The Flood") del 1974, di un altro live, "Dylan & The Dead" con i Grateful Dead del 1989 e, last but not least, dei celeberrimi "Basement Tapes" usciti nel 1975.
Come noto, i "Basement Tapes" sono una delle pietre miliari della musica, dylaniana ma non solo. Furono incisi da Dylan insieme alla Band nel 1967 nella cantina di una casa vicino Woodstock chiamata Big Pink, e rappresentarono la risposta da vero bastian contrario del cantautore a quella psichedelia che in quel periodo stava dominando la scena. Piuttosto che espandersi nell'universo, Dylan volle riapprocciarsi alla Terra, alle tradizioni dei Padri e al folk-blues che aveva ascoltato da bambino, in una riscoperta delle sue radici. In quella serie di sessions Dylan, Robbie Robertson (chitarra, pianoforte) Richard Manuel (organo, armonica, sassofono, batteria) Garth Hudson (tastiere, sintetizzatore, sassofono) Rick Danko (basso, violino) e Levon Helm (batteria, cordofoni) incisero - per gioco e per esperimento - più di 100 brani in forma di demo. Alcuni di essi servirono da base per il primo album della Band uscito nel 1968; altri divennero dei successi per altri gruppi ("You Ain't Going Nowhere" fu ripresa dai Byrds, "The Mighty Quinn" da Manfred Mann, "This Wheel's On Fire" da Julie Driscoll e via dicendo), e altri ancora furono reincisi dallo stesso Dylan negli anni a venire. Di quei nastri si favoleggiò a lungo ed esistono svariati bootleg che contengono la maggior parte dei brani. La versione ufficiale dei "Basement Tapes" uscì solo nel 1975 e deluse un po' tutti per le numerose omissioni. Tutti speravano quindi che un giorno sarebbe uscito un box-set onnicomprensivo, ma neanche questa volta sarà - a quanto pare - quella giusta: la nuova versione dei "Basement Tapes" è infatti esattamente identica alla precedente, solo con un sound più lindo e incisivo rispetto alla precedente edizione su CD e con le inedite liner notes del critico Greil Marcus (che su quelle sessions ci ha anche scritto un intero famosissimo libro: "Quella strana vecchia America"). Eppure altri brani delle sessions del '67 sono già apparsi qua e là sulle "Bootleg Series" e altrove - vedi ad esempio "I'm Not There", inserito nella colonna sonora dell'omonimo film.
La ristampa dei "Basement Tapes" è comunque un evento da salutare positivamente, perchè rimanda la luce dei riflettori su un album che, ascoltato oggi, appare attuale più che mai, essendo in definitiva da quelle sessions che fu inventato il genere oggi definito "Americana". Peccato solo che per quel box-set così sospirato ci sarà ancora da attendere.
Articolo del
30/03/2009 -
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