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E' vero che si vendono sempre meno CD ma, per contro, in Italia in questo periodo c'è un vero proprio "boom" dei concerti dal vivo. Mai prima d'ora, infatti, i concerti dal vivo erano andati così bene: cartelloni folti e sale quasi sempre affollate e spesso a rischio di sold-out.
Non parliamo tanto dei recenti concertoni romani per l'Earth Day e per il Primo Maggio. Circa 800.000 presenze a quest'ultimo, ma non è una novità: la gratuità da noi ha sempre costituito un richiamo irresistibile. Con Vasco Rossi, poi, era quasi scontato che centinaia di migliaia di fans si muovessero da mezz'Italia.
No: parliamo soprattutto dei concerti medio-piccoli nei locali che negli ultimi tempi danno l'idea di una scena in salute e di un pubblico voglioso come non mai di consumare musica dal vivo. La lista delle date tutte esaurite con grande anticipo è lunghissima e senza precedenti: Yeah Yeah Yeahs e Scott Matthew stasera a Milano, il tributo a Nico di Ferrara del 10 maggio, Bat For Lashes il 10 maggio a Milano, il prossimo tour italiano degli scozzesi Glasvegas. Tutti eventi per cui sarà ormai difficilissimo rimediare un biglietto. E poi le date estive prossime venture in spazi più ampi (Springsteen, U2, The Killers, Franz Ferdinand, Oasis, Editors, Nine Inch Nails, Placebo, Kraftwerk, Animal Collective + Tv On The Radio, Mogwai) che i promoter già prevedono (tutte) a rischio di sold-out.
Si tratta di un boom - a dispetto della "crisi" - che dipende, e non poco, anche dal download facile dei giorni nostri. Un tempo si andava solo ai concerti delle band che si conoscevano e di cui si possedevano i dischi o copie che qualcuno del nostro circolo di amici ci aveva riversato su audiocassetta. Oggi queste limitazioni non esistono più. Si può scaricare tutto e di più ad un costo tendente allo zero, ed è probabile che i ragazzi, la loro paghetta settimanale, più che in dischi preferiscano spenderla in concerti dal vivo, che equivalgono anche a quelli che i sociologi chiamano "momenti di sana aggregazione".
Resta per il momento ai margini del fenomeno solo il Sud Italia, dove il numero degli eventi e la quantità dei locali resta parecchio inferiore alla media nazionale. Ma prima o poi qualcosa inizierà a muoversi anche lì.
Articolo del
04/05/2009 -
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