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E’ tempo di Blur. E’ tempo per Damon Albarn, Graham Coxon, Alex James e Dave Rowntree. Quasi nove anni dopo l’ultima apparizione alla London’s Royal Festival Hall (Coxon lascerà il gruppo due anni dopo). “It just felt it was right again, It somehow feels like there’s something for us to do again, we’re not completely useless or pointless, we’ve got a reason to exist”. A venti anni esatti dalla fondazione, a sei dall’ultima, sottovalutatissima uscita (un autentico capolavoro) che rispondeva al nome di ‘Think Tank’. Rowntree si è dato da fare con il partito laburista, James oltre a produrre formaggio nella sua fattoria dell’Oxofordshire è recentemente stato coinvolto da tre ex New Order (senza Peter Hook) nella band Bad Lieutenant, Coxon continua la sua prolifica e altalenante carriera solista, Albarn ha consolidato il suo enorme talento nei noti progetti Gorillaz (prossimi alla rivampa), The Good, The Bad & The Queen, senza dimenticare il passato “africano” e le ultime digressioni nell’opera.
Il 3 luglio ad Hyde Park. A riabbracciare la folla, il popolo, la Londra che fu palcoscenico dell’ascesa della band. Dal Goldsmith College ai vertici delle classifiche, dagli scontri (per metà creati dalla stampa) con gli Oasis alla lenta entrata nel gotha della musica britannica all time. ‘She’s So High’ sembra lontana una vita ma non lo sarà più fra qualche giorno, quando anche i piccoli scoiattoli di Hyde Park si troveranno coinvolti nell’emozione di un grande ritorno. Non è un caso che nei secret gig effettuati in questi giorni (l’ultimo dei quali proprio nel loro college, davanti ad un centinaio di studenti, dopo quelli alla Rough Trade e all’East Anglia Railway Museum), i Blur l’abbiano eseguita in apertura. Chi può li vedrà anche in alcuni festival estivi (a partire dal Glastonbury) ma il concerto londinese riveste tutta un’altra importanza.
La giusta celebrazione per una formazione che ha saputo maturare, evolversi e divenire “assoluta”, col passare del tempo, disco su disco, senza eccessi, senza fanfare, senza strafare. E’ tempo di Blur. E’ tempo, finalmente.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
23/06/2009 -
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